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TRATTAMENTO MANUALE DI UNA LOMBALGIA ACUTA

La lombalgia acuta è un quadro clinico molto frequente nella pratica quotidiana di un medico manuale. E’ questa una lombalgia dall’esordio brusco accompagnata da una attitudine antalgica, che può essere trattata con delle terapie manuali che migliorano rapidamente il dolore e la rigidità del paziente, poiché si tratta proprio di una affezione estremamente dolorosa ed invalidante.
Nella clinica si possono distinguere schematicamente due forme di lombalgia acuta in funzione dell’attitudine antalgica. La prima è quella dove la componente principale dell’attitudine antalgica è in latero-flessione (destra o sinistra); la seconda è quella dove la componente principale è in flessione. Un punto importante da sottolineare è che queste attitudini antalgiche compaiono sotto carico, mentre che in posizione seduta o da distesi queste spariscono.
All’esame clinico, nella prima forma con attitudine antalgica in latero-flessione, si trovano spesso i muscoli quadrato dei lombi e psoas contratti; la pratica ci insegna che in questo caso il trattamento miotensivo e il trattamento muscolare secondo Jones e le tecniche manipolative di base della giunzione toraco-lombare sembrano essere le più efficaci, e risolutive nell’arco di due/tre sedute.
Nel caso invece dove l’attitudine antalgica è in flessione, è piuttosto il muscolo multifido lombare ad essere doloroso; in questo caso il decordage di Moneyron sembra essere il trattamento più efficace; questo tipo di lombalgia è più difficile da trattare , ha una evoluzione che si prolunga di più nel tempo, e abbisogna quindi di almeno sei sedute di trattamento per alleviare il dolore e la rigidità del paziente.
La tecnica del decordage secondo Moneyron consiste in uno “scordamento” del ligamento inter-spinoso. Questa manovra si effettua utilizzando l’interfalangea prossimale dell’indice dell’operatore piegata al massimo . Dopo una messa in tensione di 3/4 secondi del ligamento inter-spinoso , si esegue un rapido rilascio in senso trasversale ,tale da provocare un effetto vibratorio sul ligamento stesso.
Questi trattamenti danno un apporto significativo al paziente vittima di lombalgia acuta, soprattutto in termini di tempi di recupero, visto che è questa una affezione dalla durata considerevole.

Libera sintesi a cura del Dr. Giovanni Asero
Dr.Marc Perez : “Traitements manuels du lumbago aigu”; revue de Médecine Vertébrale n° 13; avril 2004

Utilizzo della prima falange del secondo dito per il decordage

Utilizzo della prima falange del secondo dito per il decordage

Posizionamento del paziente per il decordage

Posizionamento del paziente per il decordage

LA TERAPIA ANTIDEPRESSIVA SECONDO I CLASSICI

Il Ling Shu (“perno spirituale” “perno dell’ anima) è il testo classico della medicina cinese. In un suo capitolo Cap. 28) dice: “la tristezza (il dolore) e la preoccupazione agitano il Cuore; questo affligge il canale ancestrale (meridiani straordinari) ed il percorso dei fluidi che si manifesta con scolo nasale e lacrime. Quando il vaso ancestrale è esausto l’essenza non può più scorrere”.
In alcuni versioni di questo classico si aggiungono i punti di trattamento: BL 10 e GB3.
In realtà secondo il mio maestro di Medicina cinese classica (Jeffry Yuen) i “libri canonici” attraverso i punti indicano un ragionamento fisiopatologico più che una semplice ricetta.
Ad esempio con BL 10 si indica la necessità di “aprire gli orifizi” che è una espressione per dire “attivare gli organi di senso” (e BL 10 – Tian Zhu li attiva tutti). Poi come punto dei meridiano della vescica indica un rapporto con i Reni che sono deputati alla escrezione dei liquidi.
L’altro punto indicato GB3 – Shang Guan (cancello superiore) fa riferimento al nome antico di questo punto che era Zhu Ke (ospite ed invitato). Mentre con Ospite si indica l’immagine di qualcuno che gestisce la propria vita con Invitato si suggerisce qualcuno o “qualcosa” che distrugge l’equilibrio dell’ Ospite. Bisogna ricordare che la Vescica Biliare – per questa filosofia medica – porta in se l’ idea del rinnovamento. E per la medicina cinese molta depressione è legata alla paura del rinnovamento. Per comprendere la “ricetta” è necessario ricordare che la “paura” dei classici (che per molti aspetti è equivalente allo stress del mondo odierno) è proprio legata alla vescica biliare..
Quindi questa ricetta (10 BL – 3 VB) non è da prendere alla lettera ma piuttosto è da considerare un riassunto della fisiopatologia.
Quindi in sintesi se volessimo trattare la depressione (tristezza) con un trattamento classico dovremmo utilizzare
8 P o 5 P (in moxa) se la tristezza (che per la medicina cinese è legata al polmone) è “interna” e non legata al una “alterazione stagionale” (in questo caso si dovrebbe usare 11 Lu o 10 Lu).
Poi un punto del collo che aiuta (assieme al precedente) ad aprire gli orifizi (gli organi di senso): 18 GI ( ma si potrebbe trattare anche il 17 GI o il 9 Vescica).
Infine bisogna trattare i liquidi .
Si utilizza:
TR2 – Ye men (porta dei liquidi) se i liquidi sono prodotti ma non distribuiti (la lingua è secca ma patinata)
SI 3 – Hou Xi (torrente posteriore) se i liquidi non vengono divisi in “puri e non puri (la lingua ha una patina molto spessa o appiccicosa)
ST 42 – Chang Yang se i liquidi non vengono prodotti (non vi è patina nella lingua).
Questo esempio per sottolineare quanto sia essenziale, leggendo i classici della medicina cinese, avere un Maestro che permetta di comprendere la filosofia che sta “sotto” le parole (ed i punti) descritti.

A cura di: Maurizio Corradin

MERIDIANO DEL FEGATO

Come accennato 2 numeri fa del nostro giornale trattando del meridiano del Polmone possiamo considerare ogni meridiano come un concatenarsi di funzioni specificate dai nomi dei vari punti.
Detto in altri termini ogni punto può essere considerato di per se ma anche come una progressiva evoluzione. In questo numero osserviamo il meridiano del Fegato. Da notare che nelle “canzoni classiche” si considerano i punti originali e non quelli aggiunti in epoche successive (LR 7, LR 10, LR 12).
Da sottolineare che secondo la tradizione taoista la direzione che si prende nella vita era già iscritta nel destino individuale e il soggetto accetta una specie di contratto, accetta di essere titolare di ciò che la vita sarà. Se non si prende in carico questa responsabilità si devia dal percorso e in qualche modo si diviene uno “spirito errante” Si creano dei “parassiti” all’interno che consumano l’essenza, corrompono la relazione con gli altri alterando la biografia dell’individuo. Vi è dunque la libera scelta, il libero arbitrio.
E i nomi dei punti del Fegato ricapitolano tutto questo.
Da LR 1 Da Dun – Grande accumulo. E’ L’accumulo che viene dal nostro passato, le esperienze fatte, i rancori ed i rimorsi. La nuova vita avviene solo se non vi è attaccamento al passato.
LR 2 Xing Jian – Movimento tra gli spazi. E la capacità di “aprirsi alla nuova vita”. Se si protende verso di questa con il “torace chiuso” ci si affaccia alla novità senza la piena potenzialità di viverla.
LR 3 – Tai Chong – Grande Chong (Assalto). Ora ci si muove nella nuova vita, nei nuovi spazi riconoscendo la propria individualità, la propria essenza. E un punto che collega il Fegato con il Rene (della medicina cinese!) permettendo anche al sangue di giungere e nutrire il cuore (sempre della medicina cinese!)
LR4 Zhong Feng – misura del proprio feudo, del proprio territorio. Si è lavorato e trattato ciò che la vita ci ha offerto. Vi è un richiamo alla terra, alla concretezza al concetto di essere “centrati” (Zhong)
LR5 – Li Gou – canale delle termiti, dei vermi. Rispetto alla nuova vita, ai nuovi spazi si può essere decisi. Oppure No.I vermi rappresentano il decadimento, il ristagno. La mancanza di coraggio verso il nuovo, porta a ristagnare in un canale, in un fosso.
LR6 – Zhong Du – Capitale del Centro. Si vive nei villaggi e si va nella capitale per scambiare i propri prodotti. La persona che non accetta i cambiamenti perde la capacità di “scambiare” con gli altri e conseguentemente di capire cosa e bene e cosa e male per se stessi.
LR8 – Qu Quan – Curva della sorgente. La vita, secondo il Taoismo, avviene per superare le sfide che in qualche modo erano programmate nel nostro “Cuore” (Cinese!). Si può dire che questo punto rappresenta il poema epico della propria vita. E non solo di ciò che è accaduto…
LR 9 Yin Bao – Avvolgere lo Yin. La propra vita va abbracciata, accettata. E va accettato il proprio corpo fisico, lo Yin, pur con tutte le sue limitazioni.
LR 11 Yin Lian – Residenza dello Yin. Nel ideogramma Lian vi è il concetto di onestà e di mettere assieme. Con onestà si abbraccia la nuova vita senza rimorsi e sensi di colpa che la avvelenano.
LR 13 Zhang Men – porta della canfora. Rappresenta la fine della vita . Con il legno di canfora si costruivano le bare perché tenevano lontani i vermi. Studiando l’ideogramma Zhang sono possibili 2 interpretazioni. La prima dice che la vita è completata. La seconda interpretazione suggerisce invece un nuovo inizio.
LR 14 Qi Men – porta del tempo (o del ciclo).A questo punto si è guadagnato il diritto ad un nuovo ciclo vitale, sia in questa vita sia nell’ aldilà.

A cura di: Maurizio Corradin

CONTRATTURA MUSCOLARE E PARAVERTEBRALE E TECNICHE DEI TESSUTI MOLLI.

La contrattura muscolare è una componente frequente nelle lombalgie e nelle dorsalgie ed i trattamenti manuali trovano qui una buona indicazione. Il lavoro dei tessuti molli (muscoli,tendini,ma anche pelle e tessuto sottocutaneo) fa parte integrante di questi trattamenti. E’ il giusto preambolo ad una manipolazione vertebrale, perché detente questi tessuti e li rende più elastici. Già da solo il lavoro dei tessuti molli può costituire un trattamento abbastanza completo, specialmente quando la manipolazione è controindicata.
Tutti i medici che si avvicinano alla Medicina Manuale hanno tutto l’interesse a privilegiare lo studio di questi trattamenti, perché si abituano a toccare il paziente ed educano la mano alla sensibilità tattile, che rappresenta il preambolo indispensabile ad una buona pratica manipolativa.
Si propone qui qualche tecnica semplice di stiramento dei tessuti molli applicabile alle lombalgie e alle dorsalgie comuni, indipendentemente dalla loro causa. Si tratta di tecniche di decontrazione e di stiramento muscolare che hanno più chance, talvolta, di risultare più efficaci di una manipolazione vertebrale. Queste tecniche completano quella del massaggio ortopedico; il ricorso a queste tecniche è indispensabile per far cedere le contratture tendino-muscolari sempre presenti nelle sofferenze dei segmenti mobili rachidei.

Tecnica di stiramento lombare nell’asse
Si tratta di uno stiramento longitudinale eseguito sull’insieme degli erettori del rachide;paziente disteso sul ventre; con una mano,l’operatore prende appoggio sul sacro e sull’ala iliaca e con l’altra mano prende appoggio sul rachide toracico superiore: Le braccia vanno tenute tese,mentre che con il busto l’operatore si sporge in avanti per trasmettere il suo peso alle strutture ossee sottostanti. Si ottiene così un effetto di separazione delle strutture vertebrali agendo con la mano superiore in trazione,mantenendo invece la mano inferiore come punto fisso (Fig.1).

Fig.1, tecnica di stiramento lombare

Fig.1, tecnica di stiramento lombare

Esiste anche la variante a questa tecnica, più potente, che prevede le braccia incrociate (Fig.2) ;queste tecniche devono essere ritmate con la respirazione, cioè avendo cura di eseguire la pressione nella fase dell’espirazione.

Fig.2, tecnica di stiramento lombare a braccia incrociate

Fig.2, tecnica di stiramento lombare a braccia incrociate

Tecnica delle dita incrociate
Sul paziente, sempre in decubito ventrale, verrà eseguita una manovra in senso trasversale con le dita dell’operatore incrociate, in modo tale da ottenere uno stiramento delle masse muscolari paravertebrali verso la linea mediana delle spinose. L’operatore sta alla verticale sopra il paziente e mantiene, anche in questa tecnica, la posizione per 4/5 secondi (Fig.3).

Fig.3, tecnica delle dita incrociate

Fig.3, tecnica delle dita incrociate

Tecnica sui muscoli glutei
Nelle lombalgie i muscoli glutei sono spesso sede di cordoni mialgici , che possono dare dolori proiettati nell’arto inferiore : La loro ricerca fa parte dell’esame clinico; anche questi muscoli possono beneficiare di un trattamento specifico di stiramento che si realizza con una manovra di spinta a braccia tese con le due mani sovrapposte che imprimono un movimento circolare sulla massa dei muscoli glutei, avendo cura di appoggiare tutto il peso del tronco dell’operatore sulla verticale del paziente (Fig.4).

Tecnica sui muscoli glutei

Tecnica sui muscoli glutei

Henri Cardin ,Service de Médecine Physique. Hotel-Dieu de Paris

A cura di: Giovanni Asero

DALLE SPIAGGE TAILANDESI

Così per evitare che il nostro direttore ci scriva per ricordarci delle “news” vi scrivo dal sole ( e dalle piogge ) della Tailandia. Veniamo al punto. In medicina cinese classica si parla molto de ” aggressione del fegato al polmone” . Questa si può manifestare con tosse (la tosse cronica secondo i classici può dipendere da qualsiasi dei 5 organi), dolori muscolari ( di pertinenza del fegato), asma ( di pertinenza di entrambi gli organi), cefalea (prevalenza di fegato) ed altro ancora. Ma detto e posto che la diagnosi sia fatta attraverso i polsi l analisi di questi sintomi non ci permette di comprendere molto. Allora dobbiamo fermare la nostra attenzione. Il polmone è l’organo del ” qui e ora”, del presente. È evidente che dobbiamo respirare ora. Nel capitolo 8 del Su Wen (il testo classico della medicina cinese) è descritto come l organo primo ministro. In questo modo è stabilita la ” superiorità” del polmone – presente rispetto a qualsiasi altra funzione (ovviamente a parte il Cuore che è l imperatore). Il fegato invece è molto più in rapporto al tempo. Fra le sue molte funzioni vi è la memoria, l’intuizione, la leggerezza nella vita. Vi sono anche – ovviamente- molte funzioni riconducibili al fegato della medicina occidentale. Ritorniamo al punto iniziale: quando inizia l’aggressione del fegato al polmone?  Quando un soggetto vive di ricordi (fegato), di aspettative di futuro (fegato) …. Ovviamente quando questi soppravanzano la capacità di “vivere nel presente”. Esiste anche una “sindrome ” quasi opposta: la sovradominazione del polmone sul fegato. Questa si verifica quando la “rigidità” del polmone blocca la leggerezza del fegato. In poche parole si tratta di quei soggetti “spara sentenze” che annientano la fantasia l’intuizione e la leggerezza del fegato. In entrambi i casi sono importanti punti che stimolano il “Li” cioè la capacità di ritrovare il Principio su cui una funzione organo è costruita : 1 – 4 -13 fegato e 3-6 polmone

A cura di: Maurizio Corradin

MARCO ROMOLI CI HA LASCIATO – UN RICORDO DI ANTONELLO LOVATO

RomoliCarissimi tutti,
vi scrivo con il cuore in mano per dirvi, che Marco, l’Amico Marco Romoli oggi è volato in cielo!!
Caro Marco, solo il 24 dicembre alle 21,30 mi hai telefonato per chiedermi copia del lavoro pubblicato nel 2012. Poi, nei primi giorni di Gennaio mentre ero in montagna mi hai contattato per espormi nel dettaglio il tuo problema di salute e chiedendomi non di toglierti la lezione ma di posticiparla…. (tanto ci tenevi…!!)

Marco è volato in cielo, lo vedete? E lì sopra l’elefantino dumbo che svolazza di qua e di là cercherà di capire il mistero di queste orecchie che volano alto, come solo lui sapeva fare quando ti spiegava i misteri dell’agopuntura auricolare….
Marco, lo sapete, ha segnato profondamente la mia professione a partire da quel 2009 in cui mi ha fatto debuttare come relatore nel simposio da lui organizzato a Bologna.
Nessuno, ma veramente nessuno, potrà mai colmare l’abisso che si viene a creare con la sua perdita.

Caro Marco, io non so se gli Angeli hanno l’orecchio da ispezionare, da pungere od altro ma so che senza dubbio sarai felice lassù. Questa sera mi sento molto solo, tu eri per me un riferimento, lo sai!!
Ho avuto la fortuna di esserti allievo, di partecipare a congressi da te organizzati, e di averti come docente nel corso dell’AIRAS.
Grazie Marco!!! Grazie per tutto quello che mi hai dato, che CI HAI dato, per la passione e l’entusiasmo che mi hai trasmesso e che traspariva in ogni telefonata, mail, mms…..

Caro Marco se ti è possibile, tra una giravolta e l’altra con dumbo, ricordati di noi….
Ciao Maestro…., grazie per tutto quello che ci hai lasciato.

Antonello

IL SIGNIFICATO DEI MERIDIANI DI AGOPUNTURA

I diversi meridiani principali hanno, di per se, un significato che va al di la dei singoli punti in esso contenuti. In questo e nel prossimo numero di questo “giornale” proveremo ad offrire alcuni spunti di riflessione.
E’ inevitabile che coloro che si occupano di “medicina classica cinese” abbiano “visioni” dell’ agopuntura molto diverse rispetto a coloro che si occupano di riflessoterapia. E fin qui è tutto ovvio. Ma noi abbiamo visioni decisamente diverse anche da coloro che si occupano di “medicina Tradizionale cinese” che, lo ricordiamo, è una “tecnica” nata con la “rivoluzione culturale” per offrire ai medici (e alla popolazione) ricette “semplici e spesso efficaci”.
Comunque sia si può comprendere il significato di un meridiano in tanti modi diversi. Uno di questi è porre i diversi punti ed i loro nomi in relazione uno con l’altro. Per fare degli esempi in questo numero consideriamo il primo meridiano: il Polmone. Nel prossimo numero vedremo il significato, in questa logica, di quello del fegato.
Come è noto il meridiano del polmone, che è il primo meridiano della sequenza energetica, corre, nel suo percorso esterno, nell’arto superiore. Parte dal torace ed arriva al pollice della mano, a lato dell’ unghia. E’ costituito da 11 punti.
Vediamo la sequenza.
La storia comincia con Zhong Fu (LU 1) la residenza del centro. In questo punto arrivano i liquidi (e quindi la vitalità) prodotti dallo stomaco (che è la vera origine del meridiano del Polmone). Questi liquidi salgono a Lu 2 il cui nome è “porta delle Nuvole”. Il vapor d’acqua, le nuvole, salgono e raggiungono il Cielo (Lu 3, residenza del Cielo). Qui, nel Cielo , vi è la benevolenza e la purificazione, caratteristiche grazie alle quali tutti possono divenire un “cavaliere bianco” capace di aiutare le persone deboli (Lu 4 Xia Bai – Mentre Bai significa Bianco Xia significa Cavaliere, paladino eroe). Aiutando le persone in difficoltà le si aiuta ad uscire dalla “palude” nella quale si trovano, le si aiuta a liberarsi dalla negatività che è presente nella loro vita (Chi Ze, Palude di 1 metro). Togliendo le impurità ed il ristagno si ha la possibilità di togliere il coperchio e consentire alla luce (serenità, allegria) di entrare all’ interno (Lu 6, Kong Zui – Buco profondo). In questo modo si può cambiare vita; è possibile uscire dalla sequenza di eventi vissuti fino a quel momento. In altre parole si può cambiare la fissità del percorso (Lu 7, Lie Que – Interruzione della sequenza). Così la nostra vita può cambiare, si può vivere una vita migliore (Lu 8 Jing Qu – solco della vita energetica). In questo modo ritroviamo la reale misura della nostra vita (Lu 9 – Tai Yuan La grande sorgente).. Si raggiunge così la grazia, la felicità come un pesce che esce dall’abisso di un lago (10 Lu YU Ji – Incontro col pesce). La vita diviene sempre meno una lotta continua e sempre più un dono. La vita diviene una abilità a ricevere; è qualcosa verso cui ci si può aprire con fiducia (Lu 11 Shao Shang, piccolo mercante ma anche finestra che si apre al mondo).
Tutto questo per sottolineare che vi sono molti modi diversi per comprendere i diversi meridiani di agopuntura e i suoi punti. E ciascuno aggiunge un po’ d alla comprensione complessiva.

A cura di: Maurizio Corradin

PRINCIPI DI MOBILIZZAZIONE / MANIPOLAZIONE DELLE ARTICOLAZIONI PERIFERICHE

Le tecniche di mobilizzazione/manipolazione articolare periferica sono alla base dei trattamenti delle disfunzioni articolari periferiche e possono essere applicate in numerose patologie articolari e abarticolari che si accompagnano spesso ad una perdita del gioco articolare normale.
Fra le varie tecniche di mobilizzazione articolare periferica bisogna distinguere le tecniche con impulso e le tecniche senza impulso; le prime tendono a creare una stimolazione propriocettiva che spezza il circolo vizioso dello spasmo doloroso d’ordine riflesso, liberando in questo modo la mobilità articolare. Le seconde invece tendono a recuperare una mobilità articolare normale tramite una mobilizzazione dolce.
Il movimento delle superfici articolari di una articolazione comporta un rotolamento accompagnato da uno scivolamento delle superfici stesse. Nella patologia si osserva che la perdita dello scivolamento articolare precede quella del rotolamento.Solo restituendo il movimento di scivolamento possiamo recuperare la mobilità persa dell’articolazione.
Una limitazione del movimento può essere legata ad una retrazione muscolare, ad una retrazione capsulare ,o ad una patologia cartilaginea. Queste tre situazioni portano ad una identica conseguenza , quella cioè di una messa in compressione delle superfici articolari e dunque di una perdita di scivolamento e di gioco articolare normale.
Questa perdita di mobilità articolare può essere trattata con mobilizzazioni in trazione ed in traslazione. La trazione provoca la separazione delle superfici di un segmento articolare e si esegue perpendicolarmente al piano di trattamento, mentre che la traslazione si eseguirà rispettando la regola della convessità e della concavità articolare, determinata dalla forma stessa delle superfici articolari.
In pratica dopo aver posto l’articolazione da mobilizzare nella posizione di massimo confort e riposo per ottenere la libertà articolare più importante, si esegue una presa la più prossima all’articolazione in modo da immobilizzare il capo articolare prossimale ed a mobilizzare il capo articolare distale effettuando una traslazione/scivolamento. La mobilizzazione non deve essere troppo aggressiva , ma al contrario dolce e progressivamente più ampia ed il senso della mobilizzazione sarà stabilito rispettando la regola del non dolore e del movimento contrario. La manovra sarà eseguita in maniera dolce e ripetuta più volte fino ad ottenere il massimo grado di escursione articolare, senza mai oltrepassare i limiti fisiologici ed anatomici del movimento.

A cura di Giovanni Asero

LE FUNZIONI INTRINSECHE (E LE ALTRE) DELL’AGOPUNTURA CINESE CLASSICA

L’amico fraterno Prof. Francesco Ceccherelli, nelle sue vite precedenti, molto probabilmente è stato un medico, della medicina cinese, vissuto nel periodo Song.
Questo perché il quel periodo l’Accademia Imperiale di Medicina aveva avviato studi per verificare, e catalogare, tutto il materiale medico precedente. Questo con un processo di verifica al fine di mettere alla prova le varie teorie. Un grande medico – filosofo neo confuciano Zhu Xi sosteneva che ogni cosa che esiste ha un suo principio e che questi principi (Li) possono essere compresi grazie alla osservazione ed alla ricerca instancabile. Per farvi un esempio consideriamo il punto LR 1 (1 F). Per una teoria affermava che tutti i punti posti sul percorso esterno del meridiano del Fegato, come è il caso del punto LR 1, avrebbero dovuto trattare tutti i sintomi del corpo e della testa, zone che possono essere considerate esterne al corpo il termine corpo corrispondeva a tronco).. Quindi 1 LR avrebbe dovuto trattare anche le cefalee e gli arrossamenti oculari. La verifica empirica dimostrò che questo non corrispondeva alla realtà.. Controllando i classici risultò poi che mai LR 1 era consigliato per il trattamento delle cefalee.
Un altro esempio. E’ Noto che ogni meridiano possiede un punto utile nei dolori acuti (e nei sanguinamenti). Si tratta del punto XI (QI) Ma esisteva anche un’ altra teoria che diceva che il “punto fegato del Fegato” (o anche come viene chiamato punto “Maestro o punto Pen”)come è appunto 1 LR doveva avere caratteristiche analgesiche. Anche in questo caso la verifica empirica non dimostrò questa capacità.
Sottolineiamo comunque che la verifica dimostrò questa proprietà per altri punti maestri come LU 8 (Polmone del Polmone) o 3 SP (Milza pancreas della Milza Pancreas). Insomma nel periodo Song si studiarono tutti i punti di agopuntura cercando i sintomi trattabili COSTANTEMENTE con un punto. Si scartarono invece i punti che trattavano solo occasionalmente quel preciso sintomo.
Parlo di sintomi e non di funzioni perche più spesso (molto più che spesso) nei classici i punti o sono poco accennati (sottolineando invece le teorie) oppure ci si trovava di fronte ad un lungo o lunghissimo elenco di sintomi spesso, almeno in parte sovrapponbili, fra i diversi agopunti.
Comunque sia, come già ricordato, nel periodo Song si cerca la funzione “intrinseca dei punti, con una lunga, quasi interminabile sperimentazione.
Facciamo qualche altro esempio:. Per trattare l’ansia o meglio quello che i cinesi chiamano An Shen (“calmare lo Spirito”) direttamente ed in ogni caso vi sono pochi punti efficaci. Questi sono posti, unicamente, sul meridiano del Cuore e dell’ intestino Tenue. Si tratta di HT3, HT5, HT8, HT6 sulla linea del Cuore e SI3, SI5, SI7 su quella dell’intestino tenue.. Anche altri punti, ovviamente, possono (e sono) utili nell’ansia. Ma solo quelli citati lo fanno costantemente e direttamente.
In ogni caso per comprendere il lunghissimo elenco di sintomi riportato da alcuni classici (Zhen Jiu Da Cheng ad esempio) bisogna ricordare alcuni dati.
E’ necessario ricordare il nome o i nomi dei punti che fornisce indicazioni sulla qualità. Molto spesso poi un punto possiede alcuni nomi secondari che sottolineano diverse funzioni. Importante è anche la localizzazione che descrive in maniera semplice le cosiddette funzioni Ah-Shi. Poi va ricordato se un punto appartiene o meno ai cosiddetti 5 punti antichi (posti fra le punta delle dita ed il gomito ed il ginocchi). Questi punti, assieme ad altri 3 (punti Xi, Luo e Yuan presenti in tutti i meridiani) hanno funzioni generali che spiegano una buona parte dei sintomi citati nei classici.

A cura di: Maurizio Corradin

PREVENZIONE DEGLI ACCIDENTI VERTEBRO-BASILARI DA MANIPOLAZIONE CERVICALE Raccomandazioni della SOFMMOO(Société Francaise de Medecine Manuelle Orthopédique et Ostéopathique)

Le comunicazioni presentate alle 10èmes Actualités Medicales du Rachis (Paris 1997) sottolineavano la possibilità di accidente vascolare (dissezione vertebrale) dopo manipolazione cervicale.Questi accidenti, per fortuna,sono molto rari; la loro frequenza viene stimata in letteratura di un caso su un milione di manipolazioni, ma possono essere gravi. E’ probabile che esistano casi minori,che comportano semplicemente uno stato vertiginoso o di nausea, della durata di due/tre giorni dalla manipolazione ,che regrediscono spontaneamente. Sono questi i casi che possono corrispondere a dei semplici spasmi vascolari. Essi hanno tuttavia valore di allerta e devono rendere più prudenti i trattamenti ulteriori.
Nel corso della tavola rotonda si è posta maggiormente l’attenzione sulle modificazioni anatomiche che predispongono a questo tipo di accidente, quali per esempio la ipermobilità del segmento C1-C2 associata ad una ansa arteriosa vertebrale poco sviluppata; purtroppo questa anomalia non è rilevabile in maniera semplice.Le manipolazioni più messe in causa sembrano essere quelle dove c’è una componente rotatoria importante, poiché sono quelle che mettono direttamente in tensione l’arteria vertebrale.
Poiché questo tipo di accidente è assolutamente imprevedibile la sola maniera di diminuirne la frequenza è quella di evitare le manipolazioni cervicali che utilizzano molta rotazione, come spesso avviene in ambito chiropratico.Infatti gli accidenti riportati in letteratura medica sono quasi sempre riferiti a tecniche manipolative chiropratiche particolarmente brusche. La prudenza impone non di eseguire la manovra rotatoria, ma limitare questa rotazione, privilegiando in corso di messa in tensione,gli altri parametri, come la flessione , l’estensione e soprattutto la lateroflessione. La manipolazione sarà eseguita in ogni caso con dolcezza e precisione nel massimo rispetto di tutte le regole ,indicazioni e contro-indicazioni, e dopo un attento ed accurato esame clinico.
La donna di circa 50 anni, fumatrice sembra essere la più colpita da questo tipo di complicanza, ed è dunque su questo tipo di paziente che bisogna focalizzare la massima attenzione.
Le raccomandazioni della Societé Francaise de Medecine Manuelle Orthpédique et Ostéopathique sono le seguenti:
Prima Raccomandazione
Durante l’interrogatorio chiedere sempre al paziente se si è mai sottoposto ad un trattamento manipolativo cervicale, e se a questo sono seguiti effetti indesiderati quali vertigini o sensazioni di nausea. Se la risposta è affermativa la manipolazione cervicale è formalmente controindicata, per la possibilità di una recidiva, anche più grave.
Seconda Raccomandazione
Nel caso in cui il paziente lamenta una cervicalgia di recente apparizione, un esame neurologico semplice è indispensabile per scongiurare il rischio di un accidente vertebro-basilare ischemico in corso di formazione, che sappiamo appunto manifestarsi con dolori cervicali improvvisi,apparsi uno o due giorni prima, in sede posteriore o laterale. In questi casi il dolore si accompagna spesso a manifestazioni diverse come cefalea,nausea,piccole sensazioni vertiginose….Se all’esame neurologico compaiono anomalie,approfondire gli accertamenti.
Terza Raccomandazione
Le manipolazioni cervicali sono assolutamente controindicate quando il dolore lamentato dal paziente non può essere rapportato al rachide cervicale.Nel caso di dolori dorsali alti o di dolori proiettati all’arto superiore spiegare sempre al paziente la possibile origine cervicale di questi e la conseguente indicazione al trattamento manipolativo del rachide cervicale.
Quarta Raccomandazione
Il medico manipolatore non deve praticare manipolazioni cervicali se non ha maturato almeno un anno di esercizio continuo di tecniche manipolative, dal conseguimento del suo diploma.
Quinta Raccomandazione
Non è raccomandabile ricorrere alle manipolazioni cervicali rotatorie nelle donne di circa 50 anni. Si utilizzeranno piuttosto ,oltre ai trattamenti medicamentosi classici,i trattamenti manuali di mobilizzazione, di stiramenti,di miotensive e di manipolazioni vertebrali del rachide toracico superiore.

A cura di Giovanni Asero