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7 MINISTRO DEL CUORE DA LING

In questo numero del nostro giornale vorrei parlarvi di un punto di agopuntura prendendo spunto da un caso clinico presentato dal dott Dante De Berardinis sul suo blog. Si trattava di una donna di 45 anni affetta da un dolore post erpetico all’ emitorace destro. Il dolore era resistente agli antiinfiammatori. Si trattava di una vedova che dopo 4 anni “portava il lutto” e alla quale le domande sul marito suscitavano commozione e pianto.
La paziente è stata trattata con la puntura del punto PC 7 – Da Ling con notevole miglioramento della sintomatologia dolorosa fin dalla seconda seduta.
Ma non era per parlare della nevralgia post erpetica che ho introdotto questo breve articolo. Ne per trattare del Herpes in fase acuta (in generale tutte le forme di Herpes rispondono a 10-11 Stomaco). L’oggetto di questo è richiamare la vostra attenzione su questo punto : il 7 PC – Da Ling.
Intanto il nome Da Ling significa grande (Da) collina o tumulo di terra che si trova sopra le tombe (Ling). Ha anche dei nomi secondari : Tai Ling (grande collina), Xin Zhu (maestro del Cuore),e Gui Xin (fantasma del Cuore).
Se si leggono i testi classici si corre il rischio di non capire la fisiologia del punto. Questi infatti riportano solo un gran numero di sintomi che per il punto in questione vanno dalla Cefalea al dolore toracico, alla irritabilità ai foruncoli ed ai disturbi urinari.
E questi sintomi sono comuni a molti altri punti collocati sia sullo stesso che su altri meridiani.
Un grande aiuto alla comprensione della fisiologia del punto o, come noi agopuntori “classici” diciamo la “personalità” del punto viene dal nostro Maestro Yuen.
Questi spiega che trattare il 7 PC – Da Ling è essenziale per coloro che “nascondono”, che “tumulano”. E questo vale sia per il dolore che per la personalità più profonda e vera . De Berardinis nel suo blog parlava di “nascondere” il dolore. Forse sarebbe più corretto parlare di “tumulare” il dolore o la personalità.
Intendo dire che 7 PC Da Ling è il punto da utilizzare tutte le volte che un soggetto mostra una “faccia che non è propria” o un “dolore cronico di natura psicosomatica.
La differenza fra i 2 termini sottolinea anche la fisiologia. Nel senso che il “tumulo” si vede, lo si nota. Dobbiamo solo prestare un po di tempo ed attenzione. Comunque sia delle personalità patologiche vi parlerò nei prossimi articoli. Invece relativamente alla “conversione somatica” di un lutto o di un dolore “psichico” o comunque di una caso difficile vale la pena di ricordare quanto affermato dal dott. J.M. Kespi e ripreso dal dott. De Berardinis: dimenticate il sintomo e trattate la persona

A cura di: Maurizio Corradin

SEGNI CLINICI DI CEFALEA CERVICALE (seconda parte)

Si descrivono tre topografie di cefalea cervicale: occipitale, temporo-mascellare e fronto-sopra orbitaria., che possono essere isolati o diversamente associati.
Al livello del cuoio capelluto ,non potendosi eseguire la manovra del pincé-roulé per mettere in evidenza una cellulalgia, si esegue la manovra detta “segno della frizione” che consiste nell’eseguire piccoli movimenti circolari; questa manovra è sensibile nel territorio del nervo interessato e indolore nelle zone limitrofe.
Cefalea a topografia occipitale
Il segno della frizione è positivo nella parte posteriore del cranio, da un solo lato, nel territorio del nervo di Arnold,branca posteriore di C2 e talvolta anche nel territorio di C3,che è più mediale.
Cefalea a topografia occipito-temporo-mascellare
E’ il territorio della branca anteriore di C2 e di C3. Questa cefalea può simulare un dolore dell’articolazione temporo-mandibolare. All’esame, positivo il segno della frizione sopra e retro auricolare e dolore al pincé-roulé della pelle dell’angolo della mandibola.
Cefalea a topografia occipito-sopra-orbitaria
Qui ci troviamo nel territorio del trigemino.E’ tra tutte,la forma più frequente delle cefalee cervicali. Un segno la caratterizza:il dolore al pincé-roulé del sopracciglio.la pelle del sopracciglio viene stretta tra pollice ed indice ed arrotolata come si farebbe con una sigaretta.La pelle è spesso ispessita e dolorosa a questa manovra rispetto al lato opposto.In certi casi lo stesso segno sarà ritrovato al livello della pelle della guancia, ciò spiega come certi dolori facciali possono essere alleviati da un trattamento cervicale.
Questa forma di cefalea può essere leggera,episodica, o al contrario, tenace e quotidiana; sovente assume l’aspetto di una cefalea banale, ma nel 10% dei casi, assume le caratteristiche di una cefalea di tipo vascolare, con rinorrea e lacrimazione unilaterale (dal lato del dolore articolare C2-C3).
Altri segni possono esser ritrovati: piccoli cordoni mialgici al livello dello sterno-cleido-mastoideo, che è innervato dal nervo spinale (XI), come il trapezio, ma che riceve anche dei rami provenienti da C2 e C3, mentre che il trapezio riceve rami da C3 e C4. Questi due muscoli possono presentare dei punti grilletto, la cui pressione risveglia la cefalea abituale.Questi punti, avendo dunque un’origine vertebrale possono sparire in seguito a trattamento cervicale, così come possono essere generati da un sovraccarico funzionale e necessitare ,in questo caso, di un trattamento locale.

Trattamento

Ha per fine la risoluzione del dolore articolare C2-C3 e le sue conseguenze. E’ un trattamento manuale,se non ci sono controindicazioni. Consiste in manovre di rilassamento dei muscoli sotto-occipitali, seguite da manovre di mobilizzazione e di manipolazioni vere e proprie che rispettino la regola del non dolore e del movimento contrario (da tre a cinque sedute).
Per i manipolatori non esperti si possono eseguire, in alternativa, le tecniche di stiramento trasversale o meglio le tecniche neuro-muscolari, quali le miotensive.

Libera sintesi a cura di Giovanni Asero

Robert Maigne:”Signes cliniques des céphalées cervicales”; revue de Médecine Vertébrale,n°16 ; juin 2005

IL DIAFRAMMA IN MEDICINA CINESE CLASSICA

Fino al periodo Song (960 d.c – 1279 d. C) si tratta poco, nei classici di medicina cinese, del diaframma. Da quel momento in poi questa funzione acquista sempre maggior peso sino a divenire una delle maggiori attività dell’ organismo.
In realtà si distinguono 2 diaframmi: una Yin più materiale, più strutturale, che si occupa dell’ “alimentazione” dell’ organismo ed è chiamata diaframma Huang. La seconda, più yang, più “energetica” che è chiamata diaframma Ge.
La prima – almeno dal punto di vista anatomico – è comparabile alle membrane che rivestono gli organi ed i visceri occidentali. Potremmo quindi compararla al peritoneo ed alla pleura viscerale. Il secondo il diaframma Ge è – almeno in parte – comparabile al diaframma della medicina occidentale.
Comunque sia il diaframma Huang è, come accennato, in relazione alla nutrizione dei singoli organi e visceri. Ha la funzione, inoltre, di calmare lo Shen (spirito) e regolare l’energia dei diversi organi e visceri. Vi sono 4 punti ( KI 16 Huang Shu. BL 51 – Huang Men. BL 43 – gao Huang Shu. BL 53 – Bao Huang) che portano Huang nel nome principale. Sono ovviamente in rapporto a questa funzione. Tra questi Bl 43 – Gao Huang Shu è considerato essere da uno dei medici più illustri del periodo classico (Sun Si Miao) uno dei punti più importanti del corpo. Tanto per fare un esempio: nelle 5 tassazioni del corpo – corrispondenti allo stress più profondo – consiglia l’ utilizzo di 43 BL – Gao Huang Shu e 36 ST – Zu San Li (in moxa). Io questa formula l’ ho utilizzata in alcuni soggetti particolarmente stressati e nelle fasi “terminali” di alcuni pazienti affetti da cancro.
L’altro diaframma (comparabile al nostro diaframma occidentale) è anche una funzione particolarmente significata. In caso di alterata funzione si determinano i 5 accumuli: energia, sangue, liquidi, flegma e cibo. Detto in altri termini tutto lo scorrimento energetico dell’ organismo è alterato. Da qui si comprende l’importanza che la medicina classica e le ginnastiche mediche cinese hanno posto alla corretta “profondità” del respiro. Essendo il diaframma un muscolo ed essendo i muscoli – secondo la tradizione classica – tutti legati al Fegato (gan) la funzionalità di questo è strettamente legata a quella del fegato e del suo viscere collegato : la Vescica Biliare. Un tipico esempio di alterazione di questo diaframma è la malattia della Bocca amara (che è citata nei classici). Il Su Wen (domande semplici) propone anche il trattamento: 19 BL – Fan Shu, 24 GB – Ri Yue e 34 Gb – Yang Ling Quan. Ricordiamo che dei 365 punti canonici dell’ agopuntura solo 2 punti portano l’ideogramma Ge (diaframma) nel nome principale. Si tratta di BL 17 – Ge Shu e Bl 46 – Ge Guan.

A cura di: Maurizio Corradin

UNA NOTIZIA DA PARIGI PER TUTTI IMANIPOLATORI

Il 6 giugno assieme ad altri 4 colleghi ci siamo aggiudicati il prestigioso DIU de Medecine Manuelle – Osteopathie Paris V entrando nella storia della medicina manuale francese. Assieme al Dr Damonte Piero , Dr Fainelli Paolo, Dr Giumelli Riccardo e al Dr Pasquini Andrea ho vissuto un’esperienza unica di crescita professionale e personale e ho capito quanto la Francia e l’Italia siano alleate per il mantenimento dell’eccellenza in medicina manuale. Un ringraziamento all’AIRAS ed in particolare al prof. Ceccherelli e Signora Carla per questa opportunità, a chi negli anni mi ha formato e preparato per questa avventura e cito solamente Gianni Asero e Stefano Alzeni in rappresentanza di tutti i docenti/tutors/colleghi/amici.Un ringraziamento particolare al prof. Alain Gourjon ed un doveroso GRAZIE al prof. Robert Maigne.
A cura di: Christian Simeoni

Ecco i Colleghi diplomati a Parigi.

Ecco i Colleghi diplomati a Parigi.

DISCORRENDO IN OCCIDENTE DI MEDICINA CINESE

DISCORRENDO IN OCCIDENTE DI MEDICINA CINESE

In questo numero del nostro giornale vorrei richiamare la vostra attenzione sulla Tim, si proprio su Telecom Italia Mobile. Forse avrete notato che negli ultimi mesi vi è stata una intensa campagna pubblicitaria. E forse qualcuno di voi avrà notato che è stato modificato il logo. Accanto alla sigla TIM vi sono ora due linee spezzate sormontate da una linea intera. Considerato che non è usuale modificare il logo “in corso d’ opera” forse a qualcuno potrebbe interessare cosa significa quel simbolo. E questo anche perché rientra “profondamente” nella medicina cinese Classica di cui mi occupo da un trentennio. Quel simbolo rappresenta uno dei trigrammi presenti nel libro delle Mutazioni (I Ching), uno dei libri più antichi della storia dell’ umanità. Libro che pur con tutte le alterazioni dovute al trascorrere del tempo (millenni) è giunto fino a noi. Pensate che nel periodo Qin e più esattamente nel 212 a.C vi fu una enorme distruzione di libri ad opera dell’ Imperatore Qi Shi Huang e moltissimi intellettuali che disobbedirono al suo ordine furono sepolti vivi. Ma il libro da cui è tratto il trigramma TIM (Classico delle Mutazioni o I Ching) fu risparmiato. Era troppo importante e sacro. Comunque sia è anche per questo “rogo” che molte Scuole di Agopuntura smisero di “scrivere” e prese grande vita la Tradizione Orale tramandata per secoli da Maestro ad Allievo. Comunque sia ritornando al punto il logo della TIM appartiene a questo Classico la cui datazione viene fatta risalire al periodo Mitico della Cina ed era completamente definito con Confucio (VI° secolo a.C), autore questo che è considerato essere uno dei 4 compilatori di questo Classico. Questo trigramma rappresenta l’ Arresto ed è la capacità e la necessita di fermarsi (a riflettere) prima di ripartire. Questo trigramma è chiamato anche “figlio minore” o Montagna. E l’intervallo, ad esempio fra una respirazione e l’altra. Sarebbe una sorte di “7° giorno” nella creazione del mondo. In ogni caso i trigrammi sono associabili anche agli anni di nascita. Ad esempio i nati come me nel 1956 (ma anche i nati nel 1965, 1974, 1983 ecc) appartengono a questo trigramma. Questi soggetti dovrebbero fermarsi prima di decisioni significative. Insomma dovrebbero non agire d’ impulso. La cosa interessante è che un grande medico del tardo periodo Ming (Da Cheng)) ha posto una relazione fra gli 8 trigrammi e speciali punti di agopuntura di cui vi ho parlato negli scorsi numeri. Si tratta dei punti di comando (o di apertura) dei meridiani curiosi o “straordinari”. Nel caso specifico il trigramma “Arresto” è in rapporto con il punto di comando (PC 6 Nei Guan) di un meridiano che si chiama Yin Wei (vaso di legame Yin). Questo meridiano controlla l’ interiore dell’ uomo e, conseguentemente, l’Ereditarietà, l’invecchiamento generale ed il sangue. Fermando l’attenzione un istante su quest’ ultima “sostanza fondamentale” (il sangue) possiamo dire che questo non è solo calore e nutrimento ma è anche l’ alleanza con se stessi e con gli altri. E’ l’ empatia. E’ la capacità di sentirsi parte di una comunità, della Umanità. E tutto questo è ricapitolato nel trigramma della TIM

A cura di: Maurizio Corradin

CASO DI HERPES ZOSTER TORACICO TRATTATO CON ELETTROAGOPUNTURA CONTROLATERALE.

Introduzione. Uomo di 93 anni ricoverato in Reparto di Medicina per sindrome dolorosa intensa in corso di infezione da Herpes Zoster in territorio T8-T10 a sinistra trattato con paracetamolo (1000 mg ev per 3/die), antivirale a dosaggi adeguati e applicazioni topiche di aciclovir crema.
In anamnesi: miastenia gravis, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco cronico, ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, angina cronica. Terapia a domicilio: bromuro di piridostigmina, warfarin, enalapril, nitrato transdermico.
All’esame obiettivo il paziente si presenta sofferente, grave cifo-scoliosi dorsale, presenza di eruzioni herpetiche tipiche in fase attiva nel territorio di distribuzione dei dermatomeri T8-T9-T10 a sinistra, accompagnata da iperalgesia e allodinia cutanea, lieve dispnea a riposo; paziente lucido e collaborante anche se rallentato a tratti; sonno molto disturbato dal dolore.
Trattamento. Considerate le numerose controindicazioni farmacologiche correlate alla miastenia gravis (tra cui gabapentin, amitriptilina, anestetici locali, oppioidi e codeina), l’età del paziente e le condizioni generali, abbiamo proposto al paziente alcune sedute di elettroagopuntura durante la degenza e il paziente ha accettato.
Gli aghi (0.30 x 30 mm) sono stati posizionati sopra e sotto l’area colpita dalle lesioni herpetiche ma rispettando la proiezione delle stesse controlateralmente sull’emitorace destro (stimolazione omosegmentaria); successivamente gli aghi sono stati collegati a coppie (4) e stimolati elettricamente (apparecchio AgiStim Duo) ad una frequenza di 5-8 Hz, e intensità crescente fino alla sensazione di puntura evitando la percezione di dolore, inferiore a 3 mA (Fig. 1-2). La durata della seduta era di 25 minuti; abbiamo eseguito 3 sedute a distanza di 3 giorni una dall’altra. Il paziente ha avuto difficoltà a mantenere la posizione durante le sedute per facile stancabilità. In terapia, oltre al paracetamolo (1000 mg per 3/die), è stato aggiunto ketorolac 20 gocce al bisogno.

Figura 1 Stimolazione controlaterale

Figura 1 Stimolazione controlaterale

Figura 2, Stimolazione controlaterale

Figura 2, Stimolazione controlaterale

Outcome. Non è stato possibile continuare le sedute di elettroagopuntura in quanto il paziente è stato dimesso e per le condizioni generali e le difficoltà organizzative e logistiche, non poteva raggiungere il nostro ambulatorio. Durante la degenza il paziente non ha mai chiesto il ketorolac come dose “rescue” anche se gli era stato spiegato della possibilità di richiederlo qualora il dolore fosse diventato troppo intenso. Riposava bene la notte, si alimentava adeguatamente e, anche se non era in grado di fornire un valore esatto dell’intensità del dolore (VAS), riferiva che il suo dolore era solo occasionale e lieve.
Discussione. Si trattava di un paziente fragile, grande geronte, affetto da una patologia di base impegnativa (miastenia), con sovrapposta una patologia acuta come l’infezione herpetica, associata a dolore severo di tipo misto (somatico e neuropatico). La scelta è ricaduta sull’agopuntura con stimolazione metamerica controlaterale, secondo la regola della “piccola puntura”, rispettando la distribuzione dei dermatomeri cutanei e i meridiani coinvolti in quest’area. Per i principi che regolano la stimolazione controlaterale e la possibilità di modulare sia la sensibilizzazione periferica (infiammazione neurogena) sia l’afferenza dolorosa a livello spinale (ridotta espressione dei recettori NMDA e NKI) e sovraspinale (potenziamento delle vie inibitorie discendenti del dolore), è stato possibile controllare il dolore anche in un paziente molto anziano, evitando la somministrazione di farmaci indicati nel dolore misto che avrebbero potuto compromettere ulteriormente, in questo caso particolare, il quadro clinico di base. Pertanto l’agopuntura ha rappresentato, nel caso specifico, una strategia terapeutica alternativa e non un’integrazione alla terapia farmacologica, in quanto controindicata.

A cura di: R. Dezzoni, M. Soiat

SEGNI CLINICI DI CEFALEA CERVICALE

La nozione che una cefalea può avere un’ origine cervicale non è nuova, e resta un argomento dibattuto. L’assenza della causa cervicale identificabile è la critica principale.
I criteri proposti dall’International Headache Society sono insufficienti e caratterizzano solo un ristretto numero di cefalee cervicali che contrasta con un numero molto più importante di cefalee comuni regolarmente alleviate da un trattamento manipolativo cervicale.
Il concetto di Disturbo Intervertebale Minore (DIM) è stato considerato come una valida risposta dal Quebec Headache Study Group. Il Disturbo Intervertebrale Minore è definito come una disfunzione dolorosa reversibile del segmento vertebrale; è abitualmente la conseguenza di movimenti bruschi, di sforzi, di mantenimento di posizioni errate, o di un traumatismo spesso dimenticato.
Il DIM è reversibile spesso spontaneamente, ma può anche persistere, automantenersi,attivo o inattivo, e risolversi grazie alle manipolazioni..
Come per qualunque altra disfunzione dolorosa del segmento mobile vertebrale, il DIM provoca nel territorio metamerico corrispondente delle perturbazioni riflesse al livello della pelle ,dei muscoli e delle inserzioni teno-periostee; sono proprio queste manifestazioni cellulo-teno-mialgiche che ci forniscono i segni clinici dell’esame.
In generale, le cefalee d’origine cervicale sono unilaterali e permangono sempre dallo stesso lato, così come i segni del nostro esame .
Con il tempo il dolore si può bilaterizzare ed essere percepito da ambedue i lati, mentre che i segni dell’esame restano generalmente unilaterali.
Le crisi sono più o meno frequenti e più o meno severe, a secondo i casi.
I fattori scatenanti una cefalea cervicale sono molto variabili da un soggetto all’altro. I fattori scatenanti più frequenti sono quelli di origine posturale, ma possono essere anche d’origine digestiva, ginecologica, spesso psichica.
La classica cefalea di tensione è spesso una cefalea d’origine cervicale scatenata da problemi di natura psichica; una volta eliminato il fattore cervicale, le stesse cause non producono più gli stessi effetti.
I segni clinici dell’esame cervicale sono permanenti e si ritrovano nel paziente cronico ; si ritrovano al livello cervicale ed al livello cranio-facciale.
Un segno costante è il dolore alla palpazione dell’articolazione C2-C3 dal lato della cefalea abituale.Questo segno va ricercato dopo aver fatto distendere il paziente in posizione supina.
C2-C3 è l’articolazione più alta che si può palpare e tale palpazione va eseguita con i polpastrelli degli indici che scivolano lentamente a destra e a sinistra lungo le docce paravertebrali,con piccoli movimenti di va e vieni.
Questo dolore C2-C3 unilaterale traduce in pratica una disfunzione di uno dei segmenti del rachide cervicale superiore, e cioè C0-C1, C1-C2, C2-C3. Una contrattura dei muscoli sotto-occipitali viene abitualmente riscontrata, più marcata dal lato affetto, con la presenza talvolta di “punti grilletto”, la cui pressione può risvegliare la cefalea.
Abitualmente il paziente non lamenta alcun dolore cervicale , e nessuna posizione particolare del rachide cervicale è sufficiente a scatenare la cefalea.
In quanto alle immagini radiografiche, queste sono in generale normali e mostrano solo dei segni degenarativi senza significato.
I segni dell’esame cranio-facciale vanno ricercati nel territorio muscolare e cutaneo innervato da C2 e C3; corrispondono questi alle manifestazioni della “Sindrome riflessa segmentaria cellulo-teno-mialgica (Maigne)”.
Possiamo descrivere tre quadri topografici di cefalea :occipitale, temporo-mascellare e fronto-sopra orbitaria, che possono essere isolati o diversamente associati.

Libera sintesi a cura di Giovanni Asero

Robert Maigne : “Signes cliniques des céphalées cervicales” ; revue de Médecine Vertébrale, n°16; juin 2005

PAZIENTI VASCULOPATICI E TERAPIE NON CONVENZIONALI: UNA MEDICINA INTEGRATA E` POSSIBILE ?

Un singolare caso di dolore di difficile gestione in terapia intensiva.
Paziente maschio di 68 anni.
In anamnesi : cardiopatia ischemico-ipertensiva sottoposta a triplice by-pass e PTCA; 2 IMA; Fa ; polivasculopatia arti inferiori con stenosi del 75% dell’asse femoro popliteo sinistro e del 50% destro; IRC; Diabete mellito insulino dipendente.
Terapia : Nitroderm TTS 5 mg (6-24 pausa notte), Ramipril 5 mg , Cardioasa 100 mg, Plavix 75 mg, Atorvastatina 20 mg, Cordarone 200 mg , Lasix 25 mg x2, Humulin R, Lyrica 150 mg x2 , Transtec 35 mcg, Delpagos 5 mg.

Ricovero programmato in chirurgia per intervento di rivascolarizzazione dell’asse femoro popliteo sinistro per claudicazio, crampi notturni al polpaccio e lesioni ischemiche al primo e secondo dito del piede sinistro. Durante il ricovero agli esami pre-operatori riscontro di alterazione dell’ECG compatibile con IMA non-STEMI e movimento minimo della troponina.
L’intervento chirurgico viene rinviato ed il paziente trasferito in medicina per ulteriori accertamenti e stabilizzazione del quadro cardiaco. In seguito a peggioramento per infezione delle dita ischemiche e febbre elevata il paziente viene trasferito in terapia intensiva.

Il paziente e` stato ricoverato presso la terapia intensiva dove lavoro per 9 giorni. La terapia antibiotica instaurata ha avuto buon effetto eliminando la febbre e migliorando l’ infezione a livello del piede. Il paziente ha inoltre continuato la terapia domiciliare.
Durante i primi 3 giorni di degenza il paziente si e`pero` lamentato regolarmente di dolore tipo crampi al polpaccio sinistro, dolore scarsamente responsivo anche a boli endovenosi di morfina, di difficolta`al riposo notturno ( soprattutto per la necessita` di massaggiarsi il polpaccio dolente) ed al terzo giorno ha avuto un episodio di disorientamento con allucinazioni.
A causa della doppia antiaggregazione e dei tempi di coagulazione leggermente allungati non e` stata posizionata peridurale antalgica.
Vista la notevole difficolta`nella gestione del dolore e gli importanti effetti collaterali dati dai farmaci analgesici (stipsi , nausea, allucinazioni, depressione respiratoria) decisi di provare a sottoporre il paziente ad agopuntura. Visto l’elevato rischio di sangiunamento, il coinvolgimento infettivo , neuropatico ed ischemico dell’arto sinistro e concordando con il paziente un approccio molto poco invasivo ho stimolato il 36 ST controlaterale ( manualmente con ago ogni 3 minuti per 30 minuti) e ho istruito il paziente a massaggiarsi il corrispettivo 36 ST sull’arto dolente.
Risultati ottenuti:
Dopo la prima seduta (alla sera del quarto giorno di ricovero) il paziente ha avuto una significativa riduzione del dolore crampiforme al polpaccio ( solo una somministrazione di morfina anziche`3) con un riposo discreto durante la notte.
In accordo col paziente ho ripetuto la stessa procedura ogni giorno ottenendo un aumeto delle ore di sonno notturne ( da 2 a 5), per riduzione del dolore notturno.
Anche il disorientamento e le allucinazioni non si sono ripresentate, molto probabilmente per la scomparsa della febbre e l’attenuarsi dei crampi.
Scomparsa della nausea.
Dal settimo giorno di degenza (quarto giorno di agopuntura) il paziente non ha piu` avuto bisogno di boli extra di terapia analgesica con oppioidi. L’ultimo giorno di ricovero il paziente era anche canalizzato.
Nessuna modifica per quanto riguarda frequenza cardiaca e pressione arteriosa.

Commento: sicuramente le terapie farmacologiche in rianimazione hanno permesso la stabilizzazione del paziente con miglioramento clinico. Interessante comunque osservare come la terapia analgesica molto importante dei polivasculopatici determini effetti collaterali il cui impatto sulla qualita` di vita e`altrettanto negativo quanto il dolore stesso.
Dialogando col paziente ho appreso che aveva effettuato 3 ricoveri a causa della stipsi ostinata con nausea e con quadro di tipo occlusivo e necessita` di sottoporsi ad intervento di emorroidectomia.
Una medicina alternativa per poter ridurre il dosaggio dei farmaci analgesici e i loro effetti collaterali potrebbe migliorare molto la qualita` di vita`.
In letteratura ho osservato esserci esperienze e studi riguardo l’effetto dell’ agopuntura nel dolore neuropatico, in alcuni disturbi vascolari quali la Sindrome di Raynold, nella patologia vascolare cronica cerebale, tuttavia esiste poco o nulla riguardo casi di dolore da vasculopatia degli arti inferioiri. Servirebbero approfondimenti.
Inoltre con quale frequenza si dovrebbero effettuare le sedute di agopuntura? Probabilmente educare il paziente stesso a semplici gesti di “automedicazione” (come si fa con le mamme di pazienti pediatrici) potrebbe essere una valida risorsa.

A cura di: Silvia Tramarin

COMMENTI SUL CORSO DI MESOTERAPIA

Essenziale, validissimo nei contenuti e nella forma.
Sono veramente soddisfatto.
Inserirei, so già che non è facile, una parte più strettamente pratica.
Arrivederci, magari ad un vostro corso di aggiornamento.
Cordialità.
F.C.

Gent.mi Prof.Ceccherelli e Cassisi,
ho già partecipato a seminari c/o AIRAS, trovando sempre nuovi spunti di riflessione ed accrescimento professionale.
Il corso di mesoterapia è stato utilissimo (pur già praticando la stessa da circa tre anni), per avere una visione più completa della metodica.
Anche in questa occasione ho trovato argomenti di insegnamento particolarmente attraenti per una visione più consapevole della pratica medica:
ringrazio anche particolarmente il Dr. Cassisi per la sua disponibilità, oltre che per la sua professionalità e simpatia.
Sentitamente
L.C.

Egregio Professore,
il giudizio in merito al corso appena concluso non può che essere positivo.
Sicuramente valida l’attività di docenza del dottor Cassisi, il quale sa coniugare sapientemente nozioni a carattere scientifico ad elementi di esperienza personale.
Fatico a comprendere perché la mesoterapia abbia in Italia una diffusione mediocre, sconosciuta ai più, soprattutto ai colleghi.
Credo che il corso possa implementare il mio bagaglio professionale, tant’è che ho già chiesto alla mia Azienda il permesso per aprire un ambulatorio dedicato, da associare magari alle più note tecniche di medicina complementare.
Sarò lieto se volesse continuare ad inviarmi aggiornamenti, peraltro ricevo già la newsletter dell’AIRAS perché in passato avevo partecipato al corso di perfezionamento in terapia del dolore tenuto dal Prof. Ambrosio.
Le porgo i più cordiali saluti e arrivederci a settembre.
E.S.

Caro prof, grazie di tutto il materiale.
il corso è stato molto interessante e ben impostato, il dott. Cassisi si rivela sempre un relatore preparato, stimolante e schietto.
Complimenti e alle prossime!
C.T.

Gentile Professore Ceccherelli,
Sono veramente  molto entusiasta per avere scelto di frequentare il corso di Mesoterapia presso  AIRAS e devo dire che per quanto riguarda in generale accoglienza, organizzazione e  didattica siete davvero eccellenti. Saro’ altrettanto entusiasta di iniziare ad ottobre il corso di Auricoloterapia al quale mi sono gia’ iscritta.
Vorrei fare due ringraziamenti.
Il primo in riferimento alla sede che mettete  a disposizione dei discenti, molto accogliente e comoda e all’organizzazione delle lezioni che prevedono piu’ pause di ristoro durante la giornata ,utili per potere affrontare con maggiori capacita’ di concentrazione le lezioni. Grazie anche per la premurosita’ che dimostrate nel volere fornire in misura precisa  tutto il materiale didattico.
Il secondo ringraziamento , è quello che ho piu’ a cuore ed è rivolto al Dott. Cassisi  al quale vorrei trasmettere la stima che ho costruito nei suoi confronti durante queste poche ma esaurienti lezioni che sono state per me una ventata di illuminismo. Oltre ad essere un medico preparatissimo e di piacevole capacita’ oratoria , si è dimostrato una persona umile capace sempre di dare i migliori consigli a tutti noi , e con il cuore.
Vorrei ringraziarlo per i suoi preziosissimi insegnamenti provenienti non solo dal libro ma anche dal cuore, ringraziarlo per il suo buonumore e per le risate che ogni tanto al momento giusto ha creato cosi’ piacevolmente ed inaspettatamente. 
Le sue lezioni sono state piacevolissime, gli argomenti trattati in modo inedito, interessante e  con lucidita’ di cui si avvertiva una ricerca profonda.
Oltremodo molto utili per la nostra pratica lavorativa quotidiana.
Ma la sensazione piu’ bella e gradevole che mi porto dentro in ricordo del Dott. Cassisi dopo queste lezioni è quella di avere imparato ad amare e a volere conoscere sempre piu’ una materia per la quale in passato nessun altro insegnante o professore ha avuto la capacita’ di farmi apprezzare.
Grazie Dott. Cassisi per avere risvegliato la gioia di espressione creativa e della conoscenza.
Concludo con una frase di Henry Brooks Adams:   ” Un insegnante colpisce per l’eternita’; non si puo’ mai dire dove la sua influenza si ferma”.
Grazie  a tutti.
S.B.

Gentile prof. Ceccherelli,
Vorrei tanto ringraziarvi per il bellissimo corso di mesoterapia che ho appena frequentato. L’organizzazione del corso è eccellente; personale, aula, argomenti, presentazione del materiale didattico e durata.
Un grande saluto al dr. Cassisi e tanti infiniti complimenti per la sua professionalità, competenza, umiltà, disponibilità, e simpatia. È riuscito a farmi pensare che se fosse stato il mio professore di reumatologia all’università me ne sarei appassionato di più.
Non ho critiche per il corso ma vorrei suggerire di trovare un modo di proiettare le dimostrazioni pratiche con una videocamera in modo che tutti restino seduti nel loro posto e di evitare che il più svelto riesca a stare vicino al lettino e magari chi sta lontano rischia di non vedere bene.
Ad ottobre frequentero’ il corso di Auricoloterapia e sono più che sicuro che ne rimarrò altrettanto entusiasta.

Buongiorno Dott. Ceccherelli,
La ringrazio per la mail con il materiale mancante del Corso+articoli
scientifici.
Riguardo appunto al Corso, sono stato completamente soddisfatto dell’ “investimento” fatto. Il Dr. Cassisi, oltre che essere un’ottima persona, cordiale e socievole con tutti noi, si è rivelato essere spt. un valido
professionista ed esperto della mesoterapia, tecnica che già personalmente conoscevo e praticavo da alcuni anni, ma che, grazie a lui, ho imparato ad approfondire in modo molto più scientifico e rigoroso. Tutto ciò, sono
convinto, costituirà, come lei ha giustamente scritto, “un valore aggiunto alla faretra delle mie possibilità”.
Insomma, sono stati due fine-settimana spesi intensamente e piacevolmente, anche grazie al clima conviviale che si è creato tra molti di noi corsisti. Ci siamo scambiati idee, opinioni e progetti futuri, tutti assolutamente
soddisfatti per l’esperienza che stavamo vivendo.

Grazie ancora di tutto.. e arrivederci a presto in occasione di nuove
iniziative A.I.R.A.S.!
M.L.

TRATTAMENTO MANIPOLATIVO DEL DOLORE NELLA SCOLIOSI

Nella nostra attività quotidiana di Medici di Medicina Manuale ci troviamo spesso ad esaminare pazienti scoliotici che soffrono di rachialgie ed in particolare di lombalgie, ed ogni volta il nostro pensiero è sempre lo stesso : i dolori lamentati sono esclusivamente legati alla scoliosi,di cui conosciamo le diverse cause , o allora una parte di questi dolori trovano la loro origine in un disturbo doloroso intervertebrale minore (DDIM) e più specificamente della giunzione toraco-lombare (GTL) ?
Anatomicamente la giunzione toraco-lombare segna il passaggio della cifosi dorsale in lordosi lombare, ma nella maggior parte delle scoliosi determina anche il cambiamento della curva scoliotica; è dunque un segmento vertebrale particolarmente sollecitato che può essere sede di un DDIM attivo che provoca il dolore tipico in sede lombare nello scoliotico adulto, come manifestazione dolorosa legata parzialmente ad una sindrome della GTL ,descritta più di 40 anni fa dal Prof. Robert Maigne.
Partendo da questa riflessione abbiamo pensato di condurre uno studio clinico che suppone una causa articolare e più esattamente al livello T11-T12-L1 del dolore ; per questo abbiamo arruolato un certo numero di pazienti scoliotici adulti, con una curva scoliotica toraco-lombare importante, che soffrono di dolore lombare.

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Cosa ci dice la Letteratura sulla scoliosi?
SCOLIOSI: termine introdotto da Ippocrate “scolios” torto,curvo, è una “deviazione torsionale tridimensionale del rachide e del tronco” (Grivas e al. 2006), segno di una sindrome ad eziologia multifattoriale con delle anomalie simultanee: asimmetria del tronco cerebrale, compromissione sensoriale e dell’equilibrio,problemi della coagulazione sanguigna e della funzione del collagene, riduzione del livello serico della melatonina,concentrazione alterata della calmodulina (piastrine).
Per quanto riguarda l’Epidemiologia della scoliosi, questa incide sul 2-3% della popolazione, con prevalenza F>M, e più esattamente:
Tra 10° e 20° Cobb F : M = 1,3 : 1
Tra 20° e 30° Cobb F : M = 5,4 : 1
Se >30° Cobb F : M = 7 : 1
Per quanto riguarda la Classificazione, la scoliosi viene distinta in Congenita (20% dei casi) e Acquisita, quest’ultima distinta in Idiopatica (che rappresenta l’80% dei casi) e secondaria.

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La Scoliosi dell’adolescente evolve frequentemente in età adulta:
-Su 102 pazienti osservati, di età media di 40 anni, il 68% delle curve si sono aggravate dopo la maturità ossea(Weistein SL,Spine 1986)
-La progressione della curva scoliotica è superiore di 10° Cobb dopo i 22 anni (Danielson and Nachemson,Spine 2003)
-In una ricerca fatta su 554 pazienti di età compresa tra 50 e 84 anni, tracce di scoliosi sono state trovate nel 70% dei casi( il 30% di questi con una curva di almeno 10°). (Robin GC e al,Spine 1982).

Secondo la classificazione di M.Aebi (2005) la scoliosi evolutiva dell’adulto si distingue in:
– Tipo I scoliosi degenerativa primitiva “de novo degenerative scoliosis” DDS
– Tipo II scoliosi idiopatica progressiva dell’ adulto “adolescent scoliosis in the adult” ASA
– Tipo IIIa scoliosi degenerativa secondaria
– Tipo IIIb scoliosi conseguente a debolezza ossea
In tutti i tipi di scoliosi, l’apice della curva interessa più o meno il passaggio toraco-lombare.
La storia naturale di una colonna scoliotica EVOLUTIVA è quella di un lento percorso verso un “ COLLASSO POSTURALE “.
La colonna scoliotica può dunque essere interpretata come una struttura ,di cui gli elementi costitutivi sono sottoposti a delle sollecitazioni che determinano disequilibrio.
Essi non sono più in grado di conservare l’allineamento fisiologico e la STABILITA’ .
I Fattori di Progressione di una Scoliosi nell’adulto sono:
– 1)Fattori legati alla crescita (più è precoce l’apparizione, più i rischi di progressione sono maggiori .)
– 2)Fattori legati alla curva :ampiezza della curva >30° ,possibilità di evoluzione; ampiezza della curva >50°,certezza di evoluzione.Curve del tronco superiori a 30°:progressione media di 19°nei 40 anni di follow up successivo alla maturazione
– 3)Fattori bio-meccanici ( laterolistesi-dislocazioni ; gravità della rotazione vertebrale; ipocifosi .)
Pertanto la scoliosi dell’adulto si caratterizza per la sua evoluzione,per i problemi della statica che essa comporta, per le dislocazioni vertebrali (listesis),per un lento percorso di un collasso posturale, ma soprattutto per il DOLORE.
La Fisiopatologia del DOLORE da SCOLIOSI è un aspetto spesso dimenticato; infatti cercando su Medline “Pathophysiology and pain” si trovano 73498 articoli e più esattamente:
– and arthrosis 8869
– and low back 3370
– and neck 2663
– and scoliosis 258

dal 1966,data di inizio di Medline, a oggi troviamo cioè, solo 6 articoli scientifici per anno su dolore e scoliosi, malgrado sia questo il sintomo più frequente.

Il Dolore nella scoliosi dell’adulto può essere muscolare, può essere dovuto all’artropatia articolare faccettaria, può essere di natura ossea.
Su 159 pazienti adulti con scoliosi si è registrata un’incidenza del 59% del dolore lombare; stessa percentuale la si ritrova nei pazienti senza deviazioni vertebrali.(Kostuik JP,Bentivoglio J. The incidence of low-back pain in adult scoliosis.Spine 1981 may-jun; 6(3):268-73 )
In un altro lavoro i risultati sono quasi sovrapponibili: su 181 pazienti scoliotici il dolore è presente nel 61% dei malati. (Ascani E. Natural history of untreated idiopathic scoliosis after skeletal maturity.Spine 1986 oct; 11(8):784-9 )

Gli abituali Trattamenti Terapeutici della scoliosi nell’adulto possono produrre:A BREVE TERMINE diminuzione del dolore con un migliorata qualità della vita,e a LUNGO TERMINE, prevenzione dell’aggravamento( trattamento ortopedico).
Cosa può apportare, allora il Medico Manuale nell’ambito dei trattamenti terapeutici proposti nella scoliosi dell’adulto ?
La Medicina Ortopedica e Manuale non guarisce la scoliosi,né tanto meno cura le deviazioni vertebrali, ma tratta il dolore,questo si!
Il Medico Manuale interviene solo quando c’è il dolore, ricercandone l’origine da un probabile DDIM vertebrale e procede con molto “tatto” e buon senso ed agisce con tutta la sua esperienza e tutta la sua abilità manuale.

Partendo proprio da questi presupposti, noi abbiamo condotto il nostro studio seguendo una Procedura diagnostica e terapeutica così ordinata:
– Esame clinico con bilancio posturale
-Esame dinamico della mobilità rachidea,globale e regionale
-Esame segmentario vertebrale (ESV)
-Ricerca dei segni della sindrome cellulo-periosteo-mialgica ( SCPM) di R.Maigne di un DDIM toraco-lombare
-Trattamento terapeutico con mobilizzazioni e manipolazioni della giunzione toraco-lombare,
-Risultati

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Sono stati reclutati 45 pazienti, di cui 36 donne e 9 uomini, da 40 a 75 anni (età media 57 anni, senza differenza significativa secondo il sesso),di cui più della metà con un angolo di Cobb tra i 30° e i 40°. I pazienti sono stati esaminati e trattati con una cadenza mensile , per 5/6 mesi.Tutti i nostri pazienti hanno avuto lo stesso trattamento manipolativo , e cioè due manovre standardizzate eseguite sulla giunzione toraco-lombare: la manipolazione a cavallo in rotazione nel senso de non dolore e del movimento contrario secondo la regola descritta da R.Maigne ed una mobilizzazione-manipolazione utilizzando la tecnica detta in mano epigastrica o in mano in contrappoggio in estensione o in flessione allo stesso livello,secondo lo schema a stella.
I Risultati ottenuti dai trattamenti manuali sono stati:
19 pazienti su 45 guariti (43%) 14 pazienti su 45 non hanno ottenuto alcun risultato, VAS invariata (32%) 12 pazienti su 45 hanno ottenuto solo un modesto miglioramento (12%).
Conclusioni:19 pazienti scoliotici adulti (15 Donne,4 Uomini) di età media 47 anni,con un angolo scoliotico di Cobb tra 30° e 40°, hanno avuto un risultato positivo di guarigione del dolore lombare dopo trattamento manuale mensile di Mobilizzazione/Manipolazione della giunzione toraco-lombare,secondo la regola di R.Maigne
Ciò vuol dire che 43% dei 45 pazienti esaminati soffrivano di una Sindrome della giunzione toraco-lombare di R.MAIGNE
Pertanto il DDIM dorso-lombare partecipa al dolore lombare con un valore in percentuale molto importante,dato che ci deve fare riflettere ogni qual volta ci accingiamo a trattare uno scoliotico adulto.
Allora Manipolazioni e SCOLIOSi ? Sicuramente SI, con dei buoni risultati anche se a breve termine.
In più, i trattamenti manipolativi vertebrali possono determinare un rallentamento nell’evoluzione della curva scoliotica?
Per questo ci siamo impegnati a raccogliere i dati e i parametri dei nostri pazienti scoliotici trattati con manipolazioni della giunzione toraco-lombare,che speriamo poter analizzare prossimamente.
Questa riflessione merita l’attenzione di tutti, tenuto conto del fatto che in letteratura medica internazionale, esistono pochi lavori riguardanti il dolore nel paziente scoliotico.

A cura dei Dott.Giovanni Asero e del Dott.Stefano Alzeni
A.I.R.A.S., Padova