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PUNTI CHIAVE DEI MERIDIANI CURIOSI

Souliè de Morant affermava che tra tutti i punti di agopuntura del corpo umano i 60 punti antichi in qualche modo erano ricapitolativi di tutti. A loro volta i 60 punti, presenti tra le punta della dita ed il gomito (o il ginocchio) e chiamati Jing distale (Ting, pozzo), Ying (Iong, fonte), Shu (Yu, ruscello), Jing (King, fiume) ed He (ho, mare), rispondono agli 8 punti di comando che , quindi, in qualche modo ricapitolano tutti i punti di agopuntura. Ma nonostante che dei meridiani curiosi si parli (poco) già nei primi Classici di agopuntura i “punti di comando” (o di apertura) sono stati descritti  solo  nel 1241.
In questa News vorrei ricordarvi una importante modalità di utilizzo che si ritrova in un testo classico  del 1601 “Zhen jiu da Cheng” (compendio di agopuntura e moxibustione).
Come è noto i punti chiave si associano  potenziando i loro effetti.  Così Gongsun (SP 4), punto chiave del meridiano curioso Chongmai  e Neiguan (PC 6), punto chiave di Yin Weimai si legano, in particolare al Cuore, al torace ed allo Stomaco. Il classico sottolinea che questi 2 punti  si attivano vicendevolmente. La medicina cinese che sempre utilizzata l’analogia per spiegare il significato afferma  che se questi 8 punti fossero una famiglia i 2 considerati sarebbero “il padre e la madre”
Houxi (SI 3), punto chiave del Dumai e Shenmai (BL62) punto chiave dello Yangqiao si legano alla testa, faccia, collo, nuca, spalla e gomito. Per il classico riflettono la stessa sorgente. Nell’ analogia della famiglia sono il marito e la moglie.
Linqi (GB 41), punto chiave del Daimai e Waiguan (TE 5) punto chiave di Yangwei per il classico “hanno la stessa azione”.  Le loro zone di legame sono la commisura esterna dell’ occhio, la guancia ed il collo. Nell’ analogia sono il figlio e la figlia.
Infine Lieque (Lu 7), punto chiave del Renmai e Zhaohai (KI 6), punto chiave di Yinqiao,  punti “legati allo stesso meridiano”, si legano al sistema respiratorio, al faringe, al torace ed al diaframma. Nell’ analogia sono l’ ospitante e l’ invitato.
Il fatto che i 2 meridiani si “leghino” in alcune parti  corporee significa che quelle sono le zone che traggono particolare giovamento dall’ utilizzo della coppia.
Ma a significare  il grande contributo dato da questi punti all’ agopuntura, il classico, in un altro passaggio, consiglia di utilizzare  – singolarmente – questi punti per trattare tutte le malattie di una specifica zona. Questa è la sequenza:
Malattie intratoraciche (PC6), Malattie sottoombellicali (SP4), malattie della testa (LU7), malattia con catarri e secchezza della gola (KI 6), turbe mentali (SI 3), aggressioni da freddo (TE5). Come si può vedere in questo passaggio nonostante che l’analogia ed il simbolismo sia parte integrante ed inscindibile della medicina cinese classica, in questa vi è anche una buona dose di “riflessoterapia.

A cura di:Maurizio Corradin

L’AGOPUNTURA E GLI STATI EMOZIONALI (II PARTE)

Come accennato nello scorso numero di questo giornale la medicina cinese si è sempre occupata degli stati emotivi. Accennavamo che vi sono 2 tipi di emozioni: quelle Kan – inconsapevoli ed incontrollabili (vedi lo scorso numero) – e quelle Qing molto più in rapporto a “cause obbiettive”. In questo numero fermiamo la nostra attenzione  su queste ultime ricordando  che  i meridiani in causa sono i Luo longitudinali; ricordo che questi sono meridiani secondari che partono dal punto Luo del meridiano. Il lettore saprà che ogni “vaso energetico” ha un punto Luo posto in prossimità del polso o della caviglia; questi punti ed i vasi che da questi dipartono possono essere – in qualche modo – paragonati alla circolazione sanguigna (prevalentemente venosa) del mondo occidentale.
Vediamo quindi di seguito le emozioni legate ai vari punti (e meridiani Luo). Un ultima precisazione: questi punti – secondo la tradizione cinese – andrebbero fatti sanguinare. Ovviamente è sufficiente una goccia di sangue. Il senso della descrizione è quella della circolazione energetica così come descritta nei classici (P, Gi, St, SP, HT, SI, BL, KI, PC, TE, GB, LR)
Luo del Polmone (LU 7): da utilizzare in tutti i soggetti che non sanno perdonare e perdonarsi. Ricordo che il rancore ed il rimorso, tipici “sentimenti” trattabili con questo punto, avvelenano grandemente la nostra vita emotiva.
Luo del Grosso Intestino (LI 6): questo è il punto da utilizzare in coloro che sbagliano spesso perché non si fidano “del proprio istinto”. Allo stesso modo è da utilizzare in coloro che procedono per lungo tempo in una direzione senza rendersi conto che la strada “intrapresa” è sbagliata. Molto utile anche in coloro che “faticano” a connettersi con quello che stanno facendo (e il ragazzino che legge 10 volte una pagina senza collegarsi” con la lettura che sta facendo)
Luo dello Stomaco (ST 40): è il punto da utilizzare  in tutti coloro che hanno “scatti emozionali molto forti, fuori luogo e fuori tempo”. La tradizione attribuisce a questo punto il sintomo “follia”. E’ anche il punto da utilizzare in tutti coloro che vivono utilizzando solo ciò che gratifica. Detto in altri termini si tratta di soggetti che fumano, si alimentano male ecc   “perché così mi piace”.
Luo della Milza Pancreas (SP 4). E’ il punto della memoria, è il  punto da utilizzare per aiutare a cambiare “i diversi schemi di comportamento” (alimentari ecc)
Luo del Cuore (HT 5). E’ il punto da utilizzare quando un soggetto non si rende conto di quali sono le proprie necessità interiori. La tradizione afferma che grazie all’ azione di questo punto un soggetto comprende i propri sentimenti, si connette con questi, li razionalizza  e poi li verbalizza.
Luo dell’ Intestino tenue (SI 7). E’ il punto da utilizzare in tutti coloro che vivono per “ciò che è giusto”, “ciò che fa bene”. In questo senso è dialettico con ST 40 in cui i soggetti vivono solo con “ciò che piace”. E’ anche il punto da utilizzare in coloro che non sanno accettare la critica.
Luo della vescica (BL 58) e del rene (KI 4). Questi due Luo, accoppiati, sono da utilizzare in 2 gruppi di soggetti e di sintomi: negli individui stoici che non si fermano mai e in coloro che , al contrario,  sono sempre in fuga e non sanno assumersi responsabilità.
Luo del Ministro del Cuore (PC6). Questo è il Luo da utilizzare tutte le volte che sono imperanti i “meccanismo di difesa dell’ Io”. Io chiamo questo Luo il “vaso della cazzate”. Si tratta cioè del  meccanismo grazie al quale la “colpa”  è sempre di qualcun altro.
Luo del Triplice Riscaldatore (TE 5). Utilizziamo questo Luo quando un soggetto è irrigidito e quasi si confonde con la Personalità (maschera) che ha raggiunto senza rendersi conto che la vita è un continuo divenire.
Luo della vescica Biliare (GB 37). Questo è il Luo che permette di scegliere la “propria strada nella vita”. Lo utilizziamo tutte le volte che vogliamo stimolare un individuo a cercare “il proprio personale senso”.
Luo del fegato (Li 5). Questo è il Luo dei grandi cambiamenti. Quando un soggetto ha compreso quello che dovrebbe fare per vivere una vita “piena e soddisfacente” (GB 37) ma non ne ha la forza o le capacità questo è il punto da utilizzare. Aiuta anche ad eliminare i “ricordi” di ciò che abbiamo fatto, ricordi  che “oggi” ci avvelenano” la vita.

A cura di: Maurizio Corradin

L’AGOPUNTURA E GLI STATI EMOZIONALI (parte I)

La medicina cinese ha sempre posto gli stati emozionali al primo posto fra le diverse cause di malattia. In particolare i classici trattano delle emozioni Kan e delle emozioni Qing. La differenza fra questi 2 stati d’animo, secondo i libri canonici della medicina cinese, sta nel livello di consapevolezza.

In estrema sintesi si può dire che le emozioni Kan sono inconsapevoli (cioè siamo turbati, arrabbiati, ansiosi ecc senza un chiaro motivo) mentre nelle emozioni Qing il livello di consapevolezza è decisamente maggiore.

Anche il trattamento si diversifica. In particolare per entrambe le “emozioni” si utilizzano meridiani secondari. Nello specifico nelle emozioni Kan i meridiani tendino muscolari mentre negli stati d’animo più consapevoli (Qing) si fa riferimenton ai meridiani Luo. In questo nostro primo articolo cerchiamo di comprendere e trattare il primo gruppo di emozioni: quelle inconsapevoli.
Per comprendere il trattamento è necessario ricordare una sequenza presente da sempre nei classici: Nervosismo, collera, ira (Legno: fegato e Vescica Biliare); agitazione, ansia, ipereccitazione (Fuoco: Cuore ed Intestino tenue); Pensiero ricorrente, rimuginazione (Terra: Milza- pancreas, stomaco); Ritiro, tristezza, condensazione (Metallo: Polmone, Grosso intestino); paura, terrore (Acqua: Rene e Vescica).

Quindi in presenza di queste emozioni inconsapevoli si tratta il punto YU(del ramomediale di vescica) dell’ organo – viscere corrispondente con l’aggiunta del punto Ting (Jing distale) che è il 1° punto (o l’ ultimo) del meridiano sulle mani o sui piedi. Nelle forme di recente insorgenza si tratta il viscere (Vescica Biliare, Intestino Tenue, Stomaco, Grosso Intestino, Vescica) mentre nelle forme di lunga durata l’ organo (Fegato, Cuore, Milza – Pancreas, Polmone, Reni).

Facciamo qualche esempio.
Stato di nervosismo di recente insorgenza senza evidente causa: 44 Vescica Biliare e 19 Vescica. Se il nervosismo è  cronico: 1 fegato e 18 Vescica.
Soggetto sempre pensieroso e preoccupato.  Se di recente insorgenza: 45 Stomaco e 21 Vescica. Se di lunga durata 1 Milza pancreas e 20 Vescica.
Si tratta di una tecnica molto efficace!

A cura di:Maurizio Corradin

DOLORE DA DEAFFRENTAZIONE IN ESITI DI ICTUS CEREBRI

Viene alla mia osservazione una paziente che nel marzo 1999 ha presentato infarto del miocardio trattato con angioplastica e nel novembre dello stesso anno ictus ischemico temporale e nucleare sx con emiplegia dx e afasia.

Ha una lunga serie di ricoveri ospedalieri con:
-intervento di rivascolarizzazione cerebrale mediante tromboendoarteriectomia carotide int.dx e posizionamento di un patch nel marzo del 2000.
-intervento di osteosintesi per frattura del collo del femore. Frattura del bacino e della 1 vertebra lombare.
-ricoveri multipli per emorragie gastroenterologiche e per riabilitazione motoria.
La paziente presenta un intenso dolore in tutta la parte deafferentata (dx) con focalizzazione alla spalla ed al ginocchio. Anche la parte sx, non deafferentata, presenta dolore al medesimo livello: spalla e ginocchio.

Il dolore è di difficile misurazione vista la difficoltà della paziente ad esprimersi chiaramente. Viste le sue condizioni generali, la paziente assumeva solamente terapia antiipertensiva ed antiaggregante, ma nessuna analgesico, ne’ antiinfiammatorio ne’ di tipo centrale.

Inizio il trattamento agopunturale con i seguenti punti: 4 LI connesso all’ 11 LI connesso al 16 LI, 36 St connesso al 38 St, stimolazione a bassa frequenza (2 Hz), puntura profonda, 1 stimolazione manuale all’infissione per 10”.

La stimolazione era SOLO CONTROLATERA-LE. Dalla seconda seduta ho aggiunto anche  Inn Trang (extra 1 del capo) connesso con il 20 GV; puntura superficiale, ago posto quasi parallelo alla cute, infisso per circa 3 mm, elettrostimolazione ad alta frequenza (100 Hz). La seduta durava 30 minuti. Ho introdotto 2 capsule di iperico al mattino.
La paziente ha effettuato 4 sedute, due volte a settimana per due settimane e poi una seduta dopo 1 settimana ed una seduta dopo 15 giorni.

Da subito a mostrato segni di  miglioramento, alla terza seduta il dolore era quasi scomparso. A fine terapia il dolore era trascurabile e, a tre mesi dalla fine della seduta la paziente è ancora contenta del risultato.

A cura di:Francesco Ceccherelli

SEMINARIO DI MEDICINA MANUALE

Il 14 gennaio 2012, presso il Centro Medico “Artius” di Arzano(NA), si è  svolto il Convegno “Il Mal di Schiena : Diagnosi,Trattamento manuale e farmacologico” con il patrocino dell’A.I.R.A.S di Padova e  del Comune di Arzano .
La partecipazione al convegno è stata gratuita e riservata esclusivamente ai medici, infatti, malgrado le numerose richieste, non sono state accettate iscrizioni di fisioterapisti, diplomati Isef e altre professioni sanitarie non mediche. Alla presenza di numerosi medici, provenienti da tutto l’hinterland napoletano e del Sindaco di Arzano (anche egli medico), i relatori Dr. Stefano Alzeni, Dr. Giovanni Asero , Dr. Arcangelo Fiorillo, hanno  cercato di far conoscere ai presenti l’AIRAS  e la Medicina Manuale Ortopedica di Maigne
Il convegno si è  svolto in due parti. Una prima parte teorica,durante la quale, ad  una breve introduzione storica della Medicina Manuale  sono seguite delle interessanti relazioni sul mal di schiena , trattato sia sotto l’aspetto  fisiopatologico e diagnostico sia sotto l’aspetto terapeutico (manuale e farmacologico).Dopo il “coffee break “ed il rinfresco, gentilmete offerto dal Centro Artius  ha avuto inizio la fase pratica del convegno, con la dimostrazione di come si effettua la visita in medicina manuale del paziente affetto mal  di schiena. È stato sicuramente questo il momento che ha destato maggiore curiosità nei colleghi presenti, i quali. hanno potuto assistere dal vivo all’esame semiologico -segmentario di Maigne per la ricerca del DDIM (Disturbo Doloroso Intervertebrale Minore)   praticato su una bella e nota atleta di pallavolo femminile. Chissà se i presenti erano più concentrati sulla visita che effettuava il Dr. Asero o sulla pallavolista! Alcuni medici affetti da mal di schiena si sono poi volentieri sottoposti ad un  trattamento di Medicina manuale praticato dal Dr. Alzeni e dal Dr. Fiorillo ed hanno potuto così constatare l’efficacia pressoché  immediata delle manipolazioni vertebrali.
L’innovatività dell’approccio alla patologia presentata, nonché la possibilità di sperimentarne dal vivo i benefici hanno suscitato la gratitudine e la soddisfazione dei colleghi che hanno preso parte all’evento.  Il convegno si è infatti concluso con la promessa di programmare un nuovo “rendez-vous” affinché i relatori possano ulteriormente approfondire le tematiche inerenti il dolore di origine vertebrale.

A cura di: Arcangelo Fiorillo

FITOTERAPIA: PASSIFLORA

La passiflora è una pianta medicinale  comunemente utilizzata per le sue proprietà sedative (F. Deodato, 2011).

Vi sono molte evidenze sperimentali e benche il meccanismo d’azione non sia completamente chiaro è probabile che l’ azione si eserciti a livello del recettore delle benzodiazepine. E’ noto da tempo (Wolfman, 1994) che il 5,7 di OH flavone Crisina, isolato inizialmente da P. cerulea, interagisce con questi recettori. Studi in doppio cieco sui ratti un’ azione di questa sostanza trovata più recentemente anche nella varietà Incarnata che è il tipo di passiflora comunemento utilizzata in fitoterapia.

Comunque sia, su questa pianta medicinale sono comparsi molti altri articoli che dimostravano questa azione sull’ animale e sull’ uomo accanto ad altri effetti  come l’ azione antispastica, antierpetica, stimolante i fibroblasti e la guarigione nelle ferite sperimentali ed altre ancora. Rimane comunque certo che la principale azione è quella ansiolitica. A questo riguardo recentemente (Aslanargun, 2011) è apparso un articolo sull’ efficacia della passiflora in pazienti sottoposti ad anestesia regionale.
In questo studio si è voluto esaminare gli effetti della somministrazione orale di passiflora sull’ ansia, sedazione e sugli effetti emodinamici  in pazienti sottoposti ad anestesia spinale.
A questo scopo 60 pazienti  di età compresa fra i 25 ed i 55 anni ne è stato valutato, in doppio cieco, l’ effetto. Mentre non vi erano differenze  nel livello di sedazione, negli effetti emodinamici  e  negli effetti collaterali vi era una statisticamente significativa variazione fra il gruppo trattato ed il gruppo placebo relativamente alla proprietà ansiolitica

Bibliografia essenziale
F. Deodato, C. Di Stanislao, M. Corradin, L. Paoluzzi, R. Giorgetti: guida ragionata all’ uso delle piante medicinali nei disordini cranio – cervico mandibolari Casa Editrice Ambrosiana, 2011 Milano
Wolfman C, Viola H., Palatini A: possible effect of crisi, a central benzodiazepine receptor ligand isolated from Passiflora caerulea. Pharm Biochem and Behavior, 1994, 47, p 1-4
Aslanargun P, Cuvas O, Dikmen B, Aslan E, Yuksel MU. Passiflora incarnata Linneaus as an anxiolytic before spinal anesthesia. J Anesth. 2011 Nov 3.

A cura di Maurizio Corradin

IMPIEGO DEL TEST DEL CONTATTO DELL’AGO NEL RIDURRE IL DOLORE E MIGLIORARE IL MOVIMENTO NELLA SPALLA DOLOROSA.

SCOPO: Nel 1995 S. Marcelli propone il test dei punti attivi. Marco Romoli ha sperimentato questo test in auricoloagopuntura e lo ha ribattezzato: il “Test del contatto con l’ago”.
Scopo dello studio è valutare l’efficacia del test del contatto con l’ago nel ridurre il dolore ed aumentare la mobilità nella spalla dolorosa cronica.

METODI: Quindici tennisti, sono giunti alla mia osservazione per patologia alla spalla.
Criteri d’inclusione: soggetti adulti, affetti da dolore alla spalla, valutazione positiva al test di Jobe, conferma strumentale (mediante RMN o Ecografia) per tendinopatia del sovraspinato.
Criteri d’esclusione è la rottura tendinea e la calcificazione del sopraspinoso. Applico il test del contatto dell’ ago nell’orecchio omolaterale alla spalla dolorosa.
La rappresentazione auricolare della spalla la troviamo nella Fossa Scafoidea. Ogni paziente che si presentava nel mio ambulatorio con tutti i criteri d’inclusione, veniva sottoposto a detezione meccanica mediante palper della Sedatelec blu da 250gr. Prima di eseguire il test del contatto con l’ago rilevo:
a) Vas
b) Misurazione dei gradi d’abduzione massima consentita dal dolore.
Con un ago sedatelec 34/30, vado ad appoggiare l’ago nel punto sensibile al palper, in questo modo, la cute circostante, per effetto ischemico, cambia colore, diventando più chiara. Tale contatto l’ho mantenuto per circa 5-10”.
A distanza di un minuto, misuro la Vas e i gradi d’adduzione massima del braccio consentita dal dolore, e la stessa cosa la ripeto dopo 5 minuti.
Nelle fig 1 si può vedere come la distribuzione dei punti trovati sensibili sono in misura maggiore presenti nel settori 12° e 13°. I punti, si distribuiscono dal 10° settogramma al 15° e quindi in tutte e tre le zone originariamente descritte da Nogier.
RISULTATI: Nel mio studio si considera una casistica di 15 pazienti, tutti accomunati dalla passione del tennis. Età compresa tra i 25 e i 56 anni con età media di 32,8 anni. Nove pazienti, pari al 60% sono maschi; sei pazienti sono femmine.
Nel grafico 1 ho riportato la variazione della Vas al tempo 0, 1’ e 5’ e com’è possibile vedere vi è una riduzione media del 49,11% ad 1’ e del 59,50% a 5’.
Nel 2° grafico si può notare come il Rom ad un 1’ aumenti del 34,04% ed a 5’ del 51,51%.
DICUSSIONE: Il test del contatto con l’ago, si è dimostrato efficace nel ridurre di circa il 50% la Vas dopo un minuto e del 60% circa dopo 5 minuti (grafico 1). Nel mio studio pilota pare un po’ meno efficace nell’ aumentare il Rom, con un aumento di circa il 35% dopo un minuto e del 51-52% dopo 5 minuti (grafico 2).

AURI

Punti che hanno dato miglior risposta al test del contatto con l’ago.

Riduzione del dolore al test di stimolazione con ago del punto attivo.

Riduzione del dolore al test di stimolazione con ago del punto attivo.

COMMENTO: Questo test, a mio avviso, dovrebbe essere adottato dai colleghi per due ordini di motivi:
a) rinforza il rapporto medico-paziente, che vede istantaneamente la possibilità di essere curato
b) guida il medico nella scelta dei punti con maggiore efficacia.

A cura di: Antonello Lovato

RINGRAZIAMENTI

Grazie per le informazioni e gli aggiornamenti, sono sempre grata all’A.I.R.A.S. che con il corso di agopuntura/reflessoterapia ha arricchito le mie conoscenze con una metodica che non solo mi piace praticare ,ma che mi dà molte soddisfazioni.

Per il mio lavoro di Fisiatra è infatti molto gratificante poter intervenire personalmente sul paziente con una terapia molto efficace sul dolore che permette di accelerare i tempi della terapia riabilitativa.

Devo inoltre segnalare quanto tale pratica influisca inoltre non solo sulla patologia dolorosa ma miorilassando il paziente e quindi determinando un effetto benefico in toto.
Mi sono cimentata anche su altre patologie ,non dolorose come ad es. per un caso di psoriasi e di sinusite di amiche ed il risultato è stato davvero gratificante,il tempo ed anche il denaro speso per tale corso sono stati davvero ben spesi!!

cordiali saluti Lucia Capilupi
dirigente medico presso U.O. Medicina Fisica e Riabilitazione O.C. Vicenza

RUOLO DELL’AGOPUNTURA CONTROLATERALE NELLA TERAPIA INTEGRATA: TRATTAMENTO DI UN CASO DI ALLODINIA DA ERNIA DISCALE CERVICALE.

La stimolazione con agopuntura controlaterale è utilizzata per evitare gli episodi di forte riacutizzazione del dolore che con la stimolazione omolaterale in pazienti portatori di dolore acuto  e cronico neuropatico. Ciò che consiglia l’impiego della tecnica controlaterale è la presenza dell’allodinia , che può essere presente  sia in un quadro di dolore acuto infiammatorio – neurogeno, come il conflitto disco-radicolare, che nel caso di un dolore neuropatico come la nevralgia posterpetica.
I principali meccanismi che sono chiamati in causa per spiegare l’effetto terapeutico della stimolazione controlaterale, sono: la presenza di proiezioni bilaterali periferiche e sprouting transmediano a livello del midollo spinale (1), la comunicazione bilaterale della parte destra e sinistra attraverso interneuroni commisurali (2), l’attivazione delle aree centrali specifiche (3)
La scopo della presentazione di questo caso clinico è quello di confermare il concetto che la stimolazione controlaterale è efficace per il trattamento antalgico limitando la presenza d’allodinia ed i fenomeni di riacutizzazione.
Caso clinico: Paziente maschio di 38 anni, anamnesi negativa per patologie pregresse, non assume farmaci, è giunto alla nostra attenzione per il perdurare di una sintomatologia dolorosa all’arto superiore sinistro per esiti di ernia cervicale a livello C4-C5.
L’episodio acuto era insorto 25 giorni prima, con dolore al braccio ed irradiazione radicolare, senza deficit motori. Ha effettuato una consulenza col neurochirurgo che consigliava terapia medica e trattamento antalgico. Il paziente è stato trattato con: pregabalin 75 mg due volte al giorno, tachidol  1 cp tre volte al giorno, insieme a sedute settimanali di mesoterapia con cocktail nono noto, elettrostimolazione omolaterale e l’ausilio di collare cervicale. Tale trattamento non ha portato sollievo del dolore e soprattutto rimaneva l’area d’allodinia a livello del deltoide con lieve impotenza funzionale.
Il nostro trattamento è stato il seguente: riduzione del pregabalin progressivo da sospendere in 5 giorni, assunzione d’amitriptilina da tre gocce da aumentare progressivamente fino a 10 alla sera. Sedute settimanali di mesoterapia con 30 mg di lidocaina insieme a 30 mg di ketorolac in un volume di 10 ml iniettato a livello cervicale e sull’irradiazione del dolore. Infiltrazione con 1,5 ml di lidocaina allo 0.5 % di tre punti trigger del trapezio, sovraspinato e sottospinato omolaterali.

Elettroagopuntura controlaterale metamerica su due coppie di punti: 14 TM – 21 VB e 14 GI – 5 TR stimolati a 5 Hz ed intensità crescente a livello appena sotto la soglia del dolore, le sedute duravano 30 minuti con frequenza di due volte alla settimana per due settimane e poi 1 volta alla settimana.

Il decorso è stato favorevole, dopo la prima seduta, il paziente ha smesso di portare il collare cervicale è riferiva già un miglioramento del 50 % della sintomatologia, in particolare l’area d’allodinia risultava ora intermittente e solamento dopo sollecitazione meccanica. Sono state effettuate in totale 4 sedute di mesoterapia e 6 sedute di agopuntura con risoluzione completa del quadro clinico.

Tale risultato sottolinea l’importanza per questa tipologia di dolore di una terapia integrata con più tecniche. L’elettroagopuntura controlaterale è risultata essenziale per evitare l’iperpatia e per un controllo più efficace dell’allodinia.
A nostro avviso la stimolazione controlaterale è stata fondamentale per la risoluzione di questo caso clinico, ma per poter essere raccomandata nell’uso terapeutico è necessario che vi sua una maggiore implementazione della tecnica per rafforzarne l’evidenza clinica.

Bibliografia

1) N. Shenker, R. Haigh, E. Roberts A review of contralateral responses to a unilateral
inflammatory lesion. Rheumatology 2003;42:1279–1286
2) Martin Koltzenburga, Patrick D. Wallb, Stephen B. McMaho: Does the right side know what the left is doing? Trends in Neurosciences, 1999,  22: 122-127
3) Ming Yi, Haolin Zhang, Lixing Lao, Guo-Gang Xing,  You Wan: Anterior cingulate cortex is crucial for contra- but not ipsi-lateral electro-acupuncture in the formalin-induced inflammatory pain model of rats. Molecular Pain 2011, 7:61

a cura di: Giuseppe Gagliardi

IL PADIGLIONE AURICOLARE: UN AUSILIO DIAGNOSTICO

Nel febbraio 2011 visito nel mio studio C.S, paziente maschio di sessantacinque anni.
Anamnesi lavorativa: Ora in pensione, sin dall’età di quattordici anni ha svolto il lavoro di muratore e piastrellista.
Anamnesi Patologica Remota: Ipertensione Arteriosa da circa dieci anni per cui assume Ace Inibitore (Ramipril 5 mg), null’altro da segnalare.
Motivo della Visita: da circa due anni presenta una cervico-dorsalgia importante. Il dolore s’irradia a entrambi gli arti superiori con associate parestesie sino alle mani, e in particolare sino al 4° e 5° dito. Il dolore è particolarmente presente durante la notte, tanto da svegliarlo, è costretto ad alzarsi dal letto, fare alcuni passi e questo dà un po’ di sollievo psico-fisico. Il paziente è particolarmente provato anche dal punto di vista psicologico. La Vas è pari a 9/10. Non presenta particolari disturbi alla deambulazione,  deficit di forza agli arti superiori  o inferiori.
Il paziente ha eseguito i seguenti accertamenti:
10/12/2010 Rmn Rachide Cervicale: Anterolistesi di C7 su D1. L’ampiezza del forame di coniugazione è un po’ ridotto a tale livello.
18/12/2010 Elettromiografia arti superiori: Non segni di sofferenza radicolare, modesto e diffuso rallentamento della velocità di conduzione compatibile con polineuropatia
20/01/2011 Tac Rachide Cervicale: Marcatissime deformità artrosiche da C2 sino a C7. Pressoché scomparso lo spazio discale tra C7 e D1. Notevole lo scivolamento posteriore di D1 rispetto a C7. Non segni certi di spondilo lisi.
03/02/2011 Visita Neurochirurgica: non indicazione all’intervento chirurgico.

Consiglio Bentelan 4 Mg 1 fiala Im al die per 6 giorni e Artrosilene 1 fiala IM al die per 6 gg. In seguito continua con Bentelan 1,5 mg 1 fiala IM al die x 6 gg. Necessita di Fisioterapia.
Esame obiettivo: Rotazione del capo, possibile sia dx sia a sx per non più di 15°. Quasi del tutto scomparsa la possibilità di flessione laterale dx e sx, notevolmente ridotta la flessione anteriore e l’estensione del capo.
Durante la visita vado a ispezionare il padiglione auricolare e noto questo importante dismorfismo della zona dell’antelice, in particolare della zona di rappresentazione del rachide cervicale e dorsale. Non sono presenti invece alterazioni per quanto riguarda l’antelice sede di rappresentazione del rachide lombo-sacrale. Questo è presente in entrambi i padiglioni auricolari, anche se è più evidente a dx, il paziente è destrimane.
Faccio notare la cosa al paziente (anche per chiedere la possibilità di eseguire la foto) il quale non mi sa riferire da quanto tempo è presente. Eseguo da detezione con Palper azzurro da 250 gr ed è particolarmente positivo in corrispondenza del passaggio del rachide cervico-lombare.

Le frecce indicano il rigonfiamento dull'antelice corrispodente alla colonna cervico-dorsale

Le frecce indicano il rigonfiamento dull'antelice corrispodente alla colonna cervico-dorsale

Commento: il padiglione auricolare deve sempre essere osservato  in quanto  la sua ispezione è un ausilio diagnostico molto importante.

A cura di:Lovato Antonello