FAQ di posturologia

FAQ sulla POSTUROLOGIA a cura del dott Sergio Ettore SALTERI (CIES ITALIA)

COS’E’ LA POSTUROLOGIA?

PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’APPROCCIO POSTUROLOGICO IN MEDICINA DELLO
SPORT?
POSTUROLOGIA E REUMATOLOGIA: PERCHE’ UN’ALLEANZA?
INTERESSE DEL PEDIATRA PER LA POSTUROLOGIA
INTERESSE DELLA MEDICINA DI BASE PER LA POSTUROLOGIA
CHE SIGNIFICATO HA IL DOLORE IN POSTUROLOGIA?
PERCHE’ UN ORTODONZISTA DOVREBBE CONOSCERE LA  POSTUROLOGIA?
HA UN RUOLO LA DEGLUTIZIONE VIZIATA IN POSTUROLOGIA?
QUALI SONO GLI OSTACOLI AL TRATTAMENTO IN POSTUROLOGIA?
COS’E’ IL BLOCCO DELLA PRIMA COSTA?
QUALE IMPORTANZA PER I PIEDI IN POSTUROLOGIA?
E’ IMPORTANTE LO STUDIO DELLA DINAMICA DEL PASSO IN POSTUROLOGIA?
COME DEV’ESSERE LA ‘SCARPA IDEALE’?
HA IMPORTANZA IL BACINO IN POSTUROLOGIA?
PERCHE’ GLI OCCHI SONO COSI’ IMPORTANTI IN POSTUROLOGIA?
LA PSICHE HA UN RUOLO IN  POSTUROLOGIA?
COS’E’ LA STABILOMETRIA?
QUALI SONO   PARAMETRI PIU’ IMPORTANTI?
QUALI SONO LE INDICAZIONI DELLA  POSTUROLOGIA?
PERCHE’ E’ IMPORTANTE LAVORARE IN TEAM?
QUALI CONSIGLI PER I NOSTRI BAMBINI?
QUALI CONSIGLI PER LA SCUOLA E LO STUDIO?

COS’E’ LA POSTUROLOGIA?

 L’insieme delle strutture neurofisiologiche del nostro organismo che regolano i rapporti tra il  nostro corpo e il mondo che ci circonda costituisce il  SISTEMA TONICO POSTURALE: ricevendo informazioni dagli occhi, dalla pelle, dai muscoli, dall’orecchio interno e dalla bocca è continuamente in grado si conoscere la nostra posizione e di mettere in atto i necessari accorgimenti al nostro ‘schema corporeo’, così da rispondere sia alle necessità e stimoli  previsti  che a quelli imprevisti. Se nel tempo insorgono problemi a qualsiasi livello il Sistema, non in grado di correggersi, metterà in atto dei compensi anche ben visibili (spalla più alta, bacino più alto da un lato, collo inclinato,…) e si farà sentire con sintomi soprattutto dolorosi, ma non solo (importante citare certi disturbi dell’attenzione e di concentrazione): questi devono fungere da sirena d’allarme che ci impone di prendere i provvedimenti che solo un APPROCCIO INTEGRATO, che mira alle CAUSE, può offrire. La POSTUROLOGIA è un approccio MEDICO, clinico e strumentale, che si ripromette di
studiare i vari sistemi (podalico, visivo, stomatognatico, vestibolare, muscolo-scheletrico) che, nel contesto del sistema tonico posturale sovrintendono, controllano e determinano l’interazione tra il nostro corpo ed il mondo che ci circonda; in particolare l’attenzione del medico che si occupa di posturologia è rivolta nei confronti dell’intercorrelazione tra questi sistemi, alle strategie di compenso e alle possibili noxae estranee ad esso (microgalvanismi, polimetallismi, …) che ne minano la funzionalità.
Mentre i concetti generali sono universalmente condivisi tra le varie Scuole esistono ancora differenze talvolta sostanziali sia sulla dignosi che sul trattamento. Personalmente devo la mia passione a Bernard Bricot e alla sua RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE GLOBALE? che ha il grande pregio di fornire un ‘METODO’, una griglia all’interno della quale è possibile, conoscendone gli obiettivi, inserire senza alcun problema qualsiasi disciplina ‘tradizionale’ e ‘non convenzionale’ (osteopatia, chiropratica, medicina cinese,omeopatia,…),ma soprattutto la nostra esperienza professionale quotidiana, consapevoli del fatto che il nostro cammino è ben lontano dall’aver raggiunto la propria
meta e, proprio per questo, non può escludere ma anzi ricercare qualsiasi contributo provenga dall’evoluzione delle nostre conoscenze.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’APPROCCIO POSTUROLOGICO IN MEDICINA DELLO SPORT?

Presupposti essenziali perché la performance dell’ATLETA (di qualsiasi età e ‘caratura’) sia di adeguato livello è che il GESTO ATLETICO sia codificato nel modo migliore, ripetuto con assiduità e continuamente migliorato: ma come potrà essere possibile tutto ciò se la ‘macchina’ a disposizione presenta blocchi, limitazioni, adattamenti, disturbi e
contratture persistenti tali da rendere ‘già stanco’ l’atleta ancor prima di iniziare lo sforzo e limitato nei suoi movimenti?
E’ in questo contesto che la posturologia non solo è auspicabile ma è addirittura OBBLIGATORIA, così come è obbligatorio, per esempio nella Formula Uno, un team affiatato che progetta, costruisce e  mette a punto quel ‘gioiello’ che permette al pilota di fama di farsi onore e far divertire chi lo osserva.

POSTUROLOGIA E REUMATOLOGIA: PERCHE’ UN’ALLEANZA?

Se pensate di avere una mano con un’ulcera distrofica la carezza della donna più bella del mondo induce una reazione avversa: se la mano è perfettamente integra anche lo schiaffo di un ‘brutto ceffo’ non provoca problemi. Quindi se noi depuriamo il quadro da tutto quanto riguarda le problematiche conseguenti allo squilibrio del sistema tonico posturale
(e questo vale per l’oculistica, per l’ortodonzia, nelle patologie neurologiche,..) lasceremo al sistema solo la patologia di base aumentando quella che chiamerei la ‘riserva funzionale di sopravvivenza’, che permette alla persona di ‘sopravvivere’ nella propria quotidianità.

INTERESSE DEL PEDIATRA PER LA POSTUROLOGIA

La POSTUROLOGIA, purtroppo quasi completamente ignorata, ha un’estrema importanza in PEDIATRIA sia dal punto di vista della prevenzione che per la diagnosi.In particolare è estremamente importante per il pediatra la diagnosi, soprattutto in corso di ortodonzia, dell’ipoconvergenza prossimale sia saccadica che di inseguimento, dei deficit
di stereopsi (TNO test; il Lang StereoTest è alquanto impreciso e praticamente inutile) e dell’asse oculare (Test di Maddox a prismi ruotanti) per le ripercussioni sulla sfera attenzione/apprendimento. In questi casi tanti casi di iperattività scolastica potrebbero trovare una risposta proprio nella diagnosi di queste problematiche: il bambino in piedi è adattato mentre seduto cambiano le condizioni di base.
Importante anche l’individuazioni dei segni dello scompenso: spalla più alta, bacino livellato.
Estremamente importante per fornire ai genitori le informazioni sul tipo di scarpa e sul comportamento con il neonato e nella prima infanzia (vedere domanda sui consigli).
Per gli insegnanti sarebbe preziosa per fornire le indicazioni riportate in altra domanda.
Non parliamo poi nei casi di dislessia, scoliosi ed atteggiamento scoliotico, disturbi della colonna, del piede, della deglutizione,…
Se così fosse il PEDIATRA costituirebbe un vero e proprio avamposto per difendere il futuro adulto da bulging, ernie, artrosi e tutte quelle problematiche ampiamente descritte in questo contesto.


INTERESSE DELLA MEDICINA DI BASE PER LA POSTUROLOGIA

Il MEDICO DI BASE è coinvolto attivamente nella gestione della spesa sanitaria e svolge un ruolo cardine anche per quanto riguarda la prevenzione in generale,le malattie del lavoratore ed inoltre è in genere il primo a studiare il Paziente.
Spesso nella mia professione mi capitano Pazienti con veri e propri ‘pacchi’ di accertamenti e visite quasi sempre inutili (RMN, TAC , radiografie direi quasi assurde come quelle della colonna lombare, senza bacino, a Paziente disteso, come fossimo dei rettili, ..), ‘colpiti’ da quella che io chiamo la Sindrome del Flipper ( il Paziente che ‘sbatte’
da uno specialista e/o accertamento all’altro senza alcun criterio e senza alcun risultato):
conoscere i concetti generali della POSTUROLOGIA fornirebbe senza dubbio un’arma in più sia per quanto riguarda la diagnosi che il trattamento.

CHE SIGNIFICATO HA IL DOLORE IN POSTUROLOGIA?

Se pensate ad una banca in preda ai ladri avrete ben chiaro che ciò che richiama l’attenzione delle ‘forze dell’ordine’ sia la sirena e assolutamente non i ladri (se ne guardano bene!): ecco che il sintomo ‘dolore’ non è altro il segnale d’allarme del nostro sistema che sta chiedendo aiuto non essendo più in grado di compensare  alle proprie
problematiche posturali. Quindi la quantificazione del dolore è assolutamente irrilevante persino ai fini del risultato del trattamento in quanto la scomparsa del dolore potrebbe significare esclusivamente aver riportato il Paziente al di sotto della propria ‘soglia di sopportazione/compenso’. Così come per tutti i sintomi descritti in questa sede NON
ESISTE RAPPORTO DI PROPROPORZIONALITA’ TRA ENTITA’ DI COMPROMISSIONE DEL SISTEMA TONICO POSTURALE ED ENTITA’ DEL ‘SINTOMO DI RICHIAMO’: questo ‘costringe’ il medico che si occupa di posturologia a non trascurare niente nel momento della visita per la formulazione di una  DIAGNOSI COMPLETA (questo giustifica la lunghezza della prima visita che, per quanto mi riguarda,ma non me ne faccio assolutamente un problema, raggiunge quasi sempre le due ore).

Perché un ortodonzista deve conoscere la POSTUROLOGIA?
ORTODONZIA solo per……raddrizzare i denti?

Se ci limitiamo ad un tale concetto, spesso associato troppo superficialmente a questa disciplina medico-chirurgica estremamente complessa, rischiamo di sottovalutarne i reali benefici.
Una bella occlusione, un corretto rapporto tra le arcate dentarie non è solo armonia, non è solo estetica, ma si devono prendere in seria considerazione i reali vantaggi che si riflettono positivamente sulla ‘SALUTE COMPLESSIVA’ del Paziente di ogni età.
In questo contesto l’ALLEANZA TERAPEUTICA con la POSTUROLOGIA permette di guardare al  Paziente nel complesso delle specifiche problematiche.
Trattare l’occlusione senza prima aver allineato tutto l’asse del corpo rende estremamente difficile la stabilizzazione del risultato finale se non altro per il fatto che il Paziente in piedi ha una occlusione, diversa da quella in posizione seduta quando è sicuramente diverso  l’atteggiamento scoliotico da blocco in torsione del bacino in seguito a difetto podalico
statico e/o dinamico.
E’ parimenti importante trattare le carie, la mancanza di denti e tutte quelle patologie che pregiudicano la fisiologia della nostra bocca sia perché queste, attraverso un nervo che si chiama Trigemino, mandano segnali patologici ai nuclei della muscolatura che muove i nostri occhi, sia perché tutta la nostra colonna influenza ed è influenzata dall’occlusione.

HA UN RUOLO LA DEGLUTIZIONE VIZIATA IN POSTUROLOGIA?
Mentre il significato di ‘malocclusione’ è presente a tutti non lo è parimenti quello legato ai disturbi della deglutizione.
La lingua in deglutizione (circa 2000 volte al giorno e con una spinta di circa 2 kg ogni volta!) deve puntarsi sul palato e massaggiarlo in senso antero posteriore senza mai spingere contro i denti.
La deglutizione patologica, oltre a generare la malocclusione,  favorisce la deviazione del setto nasale, l'introduzione di aria nelle vie digestive (aerofagia) e, per la mancata pressione negativa in faringe, manca l’aspirazione del muco dalle cavità nasali e dall'orecchio medio, con conseguente sensazione di 'catarro fermo in gola': in queste condizioni sono favoriti episodi rinosinusitici. Ci sono spesso blocchi del collo,  con difficoltà ad iperestendere il capo e, per es. guardare il soffitto.

QUALI SONO GLI OSTACOLI AL TRATTAMENTO IN POSTUROLOGIA?

Ci sono fattori che turbano la normale risposta al trattamento e che quindi devono ASSOLUTAMENTE essere trattati:
a.    Microgalvanismi: microcorrenti (ho misurato fino a 2200millivolts!) che si formano solitamente tra collane e componenti metalliche nella bocca (amalgama, impianti,…) e provocano tutta una serie di problematiche legate alla componente elettrica (contratture, disturbi della qualità del sonno, vertigini,…) ma anche, nel caso dell’amalgama, alla mobilizzazione di mercurio e cadmio, per esempio.
b.    gamba corta
c.    blocco della prima costa
d.    blocchi fuori sistema (pube, perone, pube)
e.    cicatrice patologica: gli esterocettori vengono stirati causando, alla fine una contrazione dei muscoli dello stesso metamero (Riflesso Miotattico)

COS’E’ IL BLOCCO DELLA PRIMA COSTA?

Una problematica che si può associare alla deglutizione viziata, al serramento e/o alle patologie della dimensione verticale è il cd blocco della prima costa: questo provoca irritazione di un piccolo ma importante centro nervoso (il cd Ganglio Stellato). In questo caso possono essere presenti, in modo più o meno rilevante e frequente:
1)CEFALEA :  frontale  bitemporale o globale
2) VERTIGINI POSIZIONALI  (che si manifestano quando il paziente gira la testa) o vascolari; talora si manifestano come sensazioni di instabilità
3)bolo isterico, sensazione di 'nodo'/difficoltà a deglutire
4)apprensione toracica, difficoltà respiratoria, descritta come sensazione di 'peso sternale' e necessità di fare inspirazioni forzate (può aggravare/simulare addirittura una sindrome  asmatica)
5)eretismo cardiovascolare
6)palpitazioni
7) disturbi intestinali e disfunzione della valvola ileo-ciecale, che regola l’uscita di gas e feci nell’intestino (ho insegnato una manovra di normalizzazione immediata) e relativa colite
8)STITICHEZZA in presenza di un dolicocolon o megacolon (generalmente è un blocco dalla nascita)
Estremamente importante è il fatto che questi Pazienti sono spesso considerati ansiosi e/o depressi per cui vengono trattati con psicofarmaci, che alterano la stereopsi e non risolvono affatto il problema.

QUALE IMPORTANZA PER I PIEDI IN POSTUROLOGIA?

Sembrerebbe superfluo ricordare che noi camminiamo con i piedi, siamo appoggiati a terra con i piedi, ci muoviamo con i piedi.. in realtà, vedrete, aver ben presente questi elementari concetti ci fa comprendere il razionale dell’intero trattamento.
In linea di massima i piedi possono avere tre tipi di problematiche:
a.    disturbi dell’asse del tallone e della volta plantare
b.    disturbi della dinamica del passo
c.    disturbi da calzature non corrette

I primi due condizionano la colonna in senso sagittale (di profilo) e, così facendo, spostano la linea del carico dalle articolazioni tra le vertebre (condizione ‘fisiologica’) ai dischi intervertebrali, ponendo le basi per le ‘tristemente’ note ERNIE e BULGING, al primo posto come frequenza tra le patologie nella popolazione in genere.
Solo un corretto riallineamento della colonna, obiettivo primario della POSTUROLOGIA, può scongiurarle.
Solitamente a queste problematiche dell’asse del tallone o della dinamica del passo il sistema risponde con rotazioni dell’asse longitudinale della ‘gamba’ e con blocchi del bacino che finiscono per aggravare ulteriormente le condizioni della colonna, oltre a condizionare negativamente sia l’occlusione sia (strano ma ‘estremamente’ vero) la
funzione visiva.
Nel terzo caso vediamo protagoniste le scarpe corte (alluce valgo!!!) e le solette con rialzi che non tengono conto della neurofisiologia del piede e dei suoi sensori ( cd recettori). Le problematiche dell’alluce valgo si possono così brevemente riassumere:
a.    degenerazione artrosica
b.    deficit della funzione di leva del cd primo raggio
c.    deficit neurologici propriocettivi legati all’alterazione della sensibilità

E’ IMPORTANTE LO STUDIO DELLA DINAMICA DEL PASSO IN POSTUROLOGIA?

Lo sviluppo del passo prevede l’appoggio del tallone, il passaggio alla parte laterale del piede, il sollevamento del tallone e un passaggio del carico dal V>I raggio con carico della volta e spinta con il primo raggio (l’alluce).
Lo studio del passo è estremamente importante vista l’importanza della normale dinamica addirittura nel coordinamento visuo-motorio.
Personalmente utilizzo una  Pedana baropodometrica della Diagnostic Support (lunga) e, in base a quanto osservato, penso si possano  individuare due casi:
a.    alterazione bilaterale: quello che Bernard Bricot chiama ‘piede doppia componente’: il piede passa direttamente dal tallone al I-II raggio. Questo è associato ad anomalo iter di apprendimento del cammino.
b.    Alterazione monolaterale:
a.    In caso di distorsioni di caviglia, traumi all’anca o al ginocchio, ai quali non è seguito un trattamento di recupero propriocettivo
b.    In presenza di piede c.d. motore e perno: sono piedi ‘posturali’, espressione di strategie di compenso

COME DEV’ESSERE LA ‘SCARPA IDEALE?

Noi siamo ’ nati scalzi’: ogni area del piede ha un proprio ruolo per informare il sistema, ma noi spesso la ‘costringiamo’ in spazi angusti, sacrificandone la funzionalità sull’altare della moda’ o di uno scorretto modo di misurarne la forma (…la taglia).
Le scarpe :
b.    NON devono avere alcuna suola morbida sotto la soletta propriocettiva (togliere/scollare qualsiasi soletta commerciale presente): contrariamente a quando sostenuto da alcune ‘aziende del settore calzaturiero’ NON siamo
nati per camminare sul morbido (non esiste un ‘terreno morbido’: la sabbia cede) ma sul duro e la ‘natura’ ci ha fornito lo ‘strumento’ adatto.
c.    avere la FORMA corrispondente a quella del vostro piede appoggiato sopra la scarpa e con l’alluce allineato correttamente (la maggior parte degli alluci valghi dipendono da questo così come la gran parte dlle recidive)
d.    devono essere piatte in senso trasversale, senza alcun rialzo, anche minimo: ammessi 2-3 cm di tacco.
e.    PROIBITI zoccoli anche (e soprattutto) morbidi se indossati come calzatura abituale.

HA IMPORTANZA IL BACINO IN POSTUROLOGIA?

Il bacino è il tampone scheletrico principale del sistema in quanto risponde alle problematiche podaliche con un blocco in torsione per cercare di limitarne gli effetti biomeccanici sulla colonna. Purtroppo però la prima conseguenze si ha proprio sulla colonna in quanto primo effetto deleterio di questo tentativo è l’ipersollecitazione dovuta al
mancato scorrimento delle sacroiliache per cui lo stesso sistema è ‘costretto’ a bloccare anche il tratto lombare (queste cose sono estremamente evidenti utilizzando lo Spinal Mouse? in 3D). La correzione mediante solette propriocettive della problematica podalica libera istantaneamente le sacro-iliache, ma se facciamo un semplice test interponendo un abbassalingua tra una emiarcata dentaria (o delle lenti sbagliate o non funzionali!) il bacino si bloccherà immediatamente indipendentemente dalle solette: questo è estremamente importante perché ci dà la sensazione di quanto sia importante per il dentista e l’ortodonzista coonoscere le ripercussioni positive ma anche negative del proprio lavoro sull’equilibrio del sistema. Lo stesso test e la delicatezza del meccanismo  ci spiega anche perché i numerosi studi effettuati per provare l’assenza di una mobilità delle sacro-iliache siano giunte ad una conclusione opposta: tutti gli studi sono stati fatti su cadaveri! L’effetto deleterio di questi studi nella pratica quotidiana è l’assoluta ignoranza da parte del radiologo, dell’ortopedico e del fisiatra (in genere) dei movimenti di sacro e ali
iliache, capaci di creare una falsa gamba corta, con tutto quanto ne consegue ma soprattutto di condizionare un atteggiamento scoliotico se non una vera e propria scoliosi eblocchi soprattutto del tratto lombare.

PERCHE’ GLI OCCHI SONO COSI’ IMPORTANTI IN POSTUROLOGIA?

Gli occhi hanno due funzioni:
a.    discriminativa: il ‘vedere’, dipende dalle capacità del singolo occhio. Viene corretta con lenti o chirurgia
b.    localizzativa: l’individuare un determinato punto, oggetto, soggetto nello spazio. La sua qualità dipende dal grado di coordinamento tra i due occhi, che quindi non devono avere né tensioni muscolari (dipendenti essenzialmente dalla colonna, dalla malocclusione e da lenti non idonee), né difetti di asse (c.d. forìe), né capacità di ‘vedere’ troppo diversa tra un occhio e l’altro.
In questo contesto, l’obiettivo principe del TRATTAMENTO POSTUROLOGICO sono i disturbi legati alla funzione localizzativa.
Dal punto di vista sintomatologico sono possibili, nelle varie sfumature: disturbi dell'attenzione durante la lettura, testa confusa ed irritabilità serale (magari anche con cefalea), maldestrezza (tendenza ad inciampare o battere negli angoli dei tavoli , nelle maniglie,…), difficoltà/impossibilità di leggere in auto, sonnolenza davanti alla TV, sensazione di instabilità fino a vere e proprie vertigini, sensazioni anche temporanee di visione doppia, irrequietezza a scuola, iperattività del bambino. Spesso il bambino, che in piedi ha un certo adattamento alle problematiche (solitamente difetti d’asse: le cd forìe), quando passa posizione seduta torna in scompenso per cui avrà la tendenza a non stare
mai seduto… . La maggior parte di questi sintomi sono spiegabili con il tentativo del sistema si evitare situazioni nelle quali debba ritenersi necessario compensare le problematiche presenti (ricordo che oltre l’80% del nostro cervello ha a che fare, a vario titolo, con i nostri occhi!).
Impugnare la penna in modo da impedirne la visione della punta ad uno dei due occhi crea problemi molto importanti per la necessità di neutralizzare le informazioni dell’occhio ‘coperto’ ed in ogni caso un dispendio inutile di ‘energia mentale’. In questi casi addirittura si può ipotizzare una tendenza del sistema ad escludere proprio l’occhio ‘coperto’ per il semplice fatto che molto spesso quest’occhio presenta ipoconvergenza.

LA PSICHE HA UN RUOLO IN  POSTUROLOGIA?

Non basterebbe un trattato per rispondere alla domanda anche solo per dare un significato logico e concreto a questo termine spesso ‘impalpabile’.  Il sistema PSICO-EMOZIONALE deve essere considerato un vero e proprio ingresso del sistema posturale in quanto  il sistema libico ha strette connessioni con i nuclei della base i quali, assieme al talamo,
costituiscono la vera e propria ‘scatola nera’ all’interno della quale si elabora l’atto motorio; la postura è un atto motorio e questo è costituito dalla successone di diverse posture.
Ecco che stati d’animo come paura, tensione dello sportivo, emozioni e altro condizionano addirittura a livello centrale la postura. In questa sede, dal punto di vista pratico, mi limito a fornire alcuni esempi che possiamo ‘vedere’ nella nostra esperienza professionale, in ciascuno dei quali la POSTUROLOGIA ha un proprio ruolo più o meno determinante:

a.    stress da patologia posturale: il Paziente che non riesce a condurre la quotidianità secondo le proprie aspettative per i limiti, per esempio, derivanti da una lombalgia protratta e inabilitante o di una sindrome vertiginosa o da deficit di concentrazione
b.    stress dello sportivo: l’ansia da prestazione condiziona l’atto motorio

c.    ansia, depressione e recettore visivo: le ‘tensioni mentali’ provocano tensioni della muscolatura extraoculare (W.H. Bates) influenzandone le capacità. Il Paziente ‘lotta’ spesso con i propri occhiali, a volte troppo forti a volte troppo deboli, sempre uguali a se stessi di fronte ad occhi sempre diversi. La sintomatologia ‘visiva’ abbassa ulteriormente i tono dell’umore del Paziente.
d.    esaurimento o depauperamento della ‘riserva di sopravvivenza’ da patologia psichiatrica:
a.    gli psicofarmaci, in questo caso necessari, peggiorano o creano un deficit di stereopsi e interferiscono con la performance muscolare
b.    l’ansioso serra  denti
c.    ci sono traumi (ricordo la s. vertiginosa di una Paziente che aveva assistito ad uno stupro) o conflitti  che logorano dall’interno il Paziente: in questi casi non si possono citare approcci psicoterapici come quello di Casriel nel NIP
(New Identity Personalità) che spesso consiglio.
e.    pseudo-ansia/depressione:
f.    il Paziente non sa spiegarsi certi sintomi, primi fra tutti la sensazione dinodo alla gola, il peso sternale, la tachicardia, l’irritabilità serale e la sensazione di instabilità fino alla vertigine per esempio quando si reca al supermercato, affollato e con luci artificiali, (vedere prima costa e occhi), con accertamenti (spesso veramente numerosi: ECG, colonscopie,…) e si convince o se li spiega credendosi depresso o ansioso
g.    il medico di fronte ad una sintomatologia suggestiva, addirittura spesso coincidente con quella di ansia /depressione (vedere prima costa e occhi) prescrive psicofarmaci che a loro volta scompensano il sistema innestando
un circolo vizioso.

COS’E’ LA STABILOMETRIA?

Grazie alla tecnologia che negli anni ha favorito l’allestimento di strumenti sempre più sofisticati e precisi oggi si può sicuramente pensare di avere degli strumenti che ci permettono di  valutare in modo oggettivo quanto rilevato in CLINICA (la DIAGNOSI MEDICA rimane sempre il momento insostituibile). Grazie alla STABILOMETRIA siamo in grado di studiare sia qualitativamente che quantitativamente la condizione del controllo posturale in ortostasi. Personalmente utilizzo uno strumento den. CYBER SABOT? costruito da uno dei padri della stabilometria moderna, il Prof. M. Ouaknine, collaboratore sia di Pierre Marie Gagey che Bernard Bricot, universalmente riconosciuti come ‘pietre
miliari’ della POSTUROLOGIA. I Cyber Sabot permettono di effettuare le valutazioni, sia in statica (importante sia per lo stato del sistema che per lo studio delle strategie di adattamento) ad occhi aperti e chiusi, che in dinamica ad occhi chiusi, su bascula(importante perché ‘in tempo’ reale evidenzia la capacità di reazione del sistema all’instabilità e quindi la sua ‘vera’ funzionalità). Questa è una pedana validata scientificamente e (come altre pedane in commercio) permette di studiare il comportamento del singolo piede e del risultato di quanto accade grazie ai singoli piedi,
grazie ad una tecnologia estremamente avanzata. Il software permette di evidenziare con estrema chiarezza e semplicità, tra l’altro, sia i grafici delle cd. Derivate di Fourier che il cd Profilo Posturale Complessivo dando idea ‘a colpo d’occhio’ delle condizioni del sistema.
In alcuni casi, per esempio in presenza di microgalvanismi (correnti che si possono sviluppare soprattutto tra collane ed amalgama o altre componenti metalliche) lo studio della stabilometria con il test dell’ablazione (senza metalli) ne dimostra in modo incontrovertibile l’azione deleteria. Lo stesso vale, per esempio, in presenza di cicatrici cd
‘patologiche’ per le quali il test dell’ablazione che ho individuato consiste nella semplice applicazione di un cerotto che, grazie al fenomeno dell’abitudine, rende ‘sorda’ la pelle con la cicatrice.

QUALI SONO   PARAMETRI PIU’ IMPORTANTI?

In modo estremamente sintetico e certamente non esaustivo vediamo nel dettaglio:
AREA dell’ellisse di confidenza al 90%
E’ la superficie dell’ellisse di confidenza che contiene il 90% delle posizioni successive della proiezione del centro di massa (Takagi Et al, 1985): l’analisi del valore, apparentemente facile, in realtà necessita di integrazione con altri parametri. In particolare non necessariamente una piccola area significa che il soggetto è stabile, in quanto potrebbe esprimere un adattamento che il sistema ha messo in atto per compensare una ualche problematica. Essendo un adattamento richiede dispendio energetico , per esempio per alterato posizionamento della proiezione del centro di massa (il termine non coincide con il baricentro ma ne rende l’idea) o la presenza, per esempio, di blocchi
vertebro-articolari che a loro volta inducono ulteriori problematiche.
Lunghezza dello statochinesiogramma (STKG) o ‘gomitolo’
Questo valore,in millimetri, calcolato in rapporto alle coordinate X e Y di N punti, delinea una curva che rappresenta l’ENERGIA fornita dal sistema di regolazione posturale durante la prova. E’ interessante soprattutto ad occhi chiusi.
LFS (lungh. in funz. della sup.)
Anch’esso rappresenta un indice relativo all’ energia spesa dal sistema (Vallier, 1994). A volte è il solo elemento anomalo in una registrazione normale, che successivamente diventerà patologica all’evidenziarsi di problemi posturali (praticamente esprime il ‘rischio’, la ‘sirena d’allarme’).
Se la lunghezza aumenta significa che la persona deve dondolare per quasi tutto il tempo per effettuare un controllo posturale (spesa energetica notevole).
VFY Con questo parametro si studia la variabilità della velocità di spostamento del centro di pressione correlata con la posizione media secondo  l’asse della Y(antero-posteriore) Questo parametro, solido e affidabile, valuta la TENSIONE DEI MM POSTERIORI DELLE GAMBE. È anormale in caso di assunzione di miorilassanti e negli anziani che evolvono
verso una postura senile
La VFY è inversamente proporzionale all’aumento del tono: più è bassa, più il tono è maggiore.
Varianza della velocità
Indica la rigidità del sistema.
IVV(indice di varianza della velocità)
 E’ un parametro fondamentale in quanto esprime la necessità del sistema a mettere in atto una strategia per compensare a problematiche in atto: esprime i concetti importantissimi di PIEDE PERNO e  PIEDE MOTORE. Registra le variazioni di frenata e accelerazione del singolo piede, utili a vincere l’instabilità.
Se pensiamo di essere a bordo di una barca che beccheggia e al nostro tentativo di camminare sul ponte in movimento, noi avremo la necessità di agganciarci ad un punto di riferimento fermo, il PIEDE PERNO, per favorire l’avanzamento dell’altro piede, il PIEDE MOTORE.
Se la ‘barca’ è ferma e il ‘sistema’ non è in squilibrio questa necessità non sussiste: ecco che questo parametro sarà da tenere in estrema considerazione sia durante la visita che nel prosieguo del trattamento perché ci darà indirettamente informazioni sulla presenza di una instabilità di base o meno.

QUALI SONO LE INDICAZIONI DELLA  POSTUROLOGIA?

Fermo restando il concetto che il SINTOMO deve essere considerato come la SIRENA D’ALLARME e non  come  PATOLOGIA PRIMARIA, in base alla mia esperienza professionale potrei elencare, a grandi linee, diverse patologie a seconda del sistema che apparentemente sembra principalmente colpito:
a.    RECETTORE OCULARE:
a.    Patologie della binocularità
i.    Microstrabismo
ii.    Strabismo
iii.    Certi disturbi dell’attenzione/apprendimento
iv.    Iperattività del bambino
v.    Ipoconvergenza
vi.    Stress accomodativi
vii.    Instabilità e certe sindromi vertiginose
b.    Patologie rifrattive:
i.    prima della scelta delle lenti ‘definitive’ 
ii.    prima della chirurgia rifrattiva
b.    RECETTORE PODALICO:
a.    Piedi valghi
b.    Piedi piatti
c.    Piedi vari
d.    Piedi disarmonici
e.    Piedi doppia componente
f.    Alluce valgo
g.    Metatarsalgie
h.    Talloniti
i.    Fascite plantare
j.    Spine calcaneali
c.    SISTEMA MUSCOLO-SCHELETRICO
a.    Tutte le patologie algiche (cervicalgia, lombalgia, sciatalgia, gonalgia, coxalgia, colpo della strega, s. zampa d’oca…)
b.    Patologie degenerative (artosi, patologie meniscali, legamenti e tendini, contratture,…)
c.    In preparazione di interventi sul ginocchio, sul piede, sull’anca, sulla colonna
d.    SISTEMA STOMATOGNATICO:
a.    DEGLUTIZIONE
i.    Spinta linguale anteriore
ii.    Spinta linguale anteriore superiore
iii.    Spinta linguale anteriore inferiore
iv.    Frenulo corto
b.    OCCLUSIONE
i.    Prima  e durante il trattamento ortodontico
ii.    Serramento (clanching e bruxismo)
iii.    Malocclusioni
iv.    Disturbi della articolazione temporo-mandibolare
e.    PATOLOGIE GASTRO-INTESTINALI
a.    Aerofagia
b.    Meteorismo
c.    Blocchi ileo-ciecali
d.    Ernia jatale
f.    CASI COMPLESSI
a.    Dislessia
b.    Patologie neurologiche degenerative
c.    Malattie Reumatiche
d.    Down
e.    Disturbi dell’equilibrio nell’anziano
f.    Scoliosi
g.    Osteoartrosi localizzata o generalizzata
h.    Colpo di frusta cervicale
i.    Atleti

PERCHE’ E’ IMPORTANTE LAVORARE IN TEAM?
In base alla mia esperienza professionale il  trattamento prevede una sequenza di interventi  ad opera di diversi professionisti e viene seguita una tempistica che, brevemente, può essere riassunta come segue:
a.    dopo la prima visita  si trattano, per quanto possibile, i difetti d’asse (frontale e sagittale) e le tensioni della muscolatura extraoculare e/o gli stress accomodativi. Il dentista è di estremo aiuto per quanto riguarda  il confezionamento del ‘bite posturale’ (liscio, sull’arcata inferiore, almeno 3mm di altezza), utile ad arretrare il
capo per riallinearlo o per il bite notturno per il serramento (sempre liscio, l’altezza cambia caso per caso). Questo tipo di bite non ha niente a che vedere con i bite ‘odontoiatrici’ (di centrica o altro) dell’utilizzo dei quali poi deciderà il Dentista.
b.    al primo controllo, dopo circa due mesi, si valutano i risultati e si inizia il TRATTAMENTO ODONTOIATRICO o ORTODONTICO. Scopo principale del primo controllo è di valutare meglio le problematiche a livello di recettore oculare (influenzate già positivamente dal trattamento in atto) e di proporre il trattamento specifico (es. lenti): le condizioni oculari saranno relativamente stabili dopo altri due mesi circa e/o al termine del trattamento ortodontico.
c.    Durante il trattamento ortodontico verrà monitorato quanto correlato con la funzione visiva.
d.    Durante e al termine del trattamento ortodontico il Paziente viene sottoposto a controllo per  eventuali modifiche delle lenti

QUALI CONSIGLI PER I NOSTRI BAMBINI?

1.    PER I VOSTRI FIGLI:
a.    evitate l’uso del succhiotto: eventualmente sceglietene uno anatomico e non a goccia per non ‘allenare’ la lingua in modo errato. La lingua normalmente deve puntare sul palato dietro gli incisivi superiori: in questo modo faciliterà la fonazione, la deglutizione, la respirazione, la normale conformazione del palato e delle arcate dentarie, l’atteggiamento del capo
b.    mai forare la tettarella nell’intenzione di ‘nutrire meglio o più velocemente il bambino’, per evitare che il piccolo si difenda dal rischio di ‘annegamento nel latte’, spingendo la lingua in modo sbagliato per otturare il foro troppo grosso.
c.    acquistate scarpine con interno privo di qualsiasi rialzo: i piedini fino a 4-5aa devono essere piatti
d.    favorire il gattonamento e lasciare i piccoli a piedi scalzi il più possibile
e.    evitare il girello, che fa saltare l’importantissima fase del gattonamento ed allena in modo sbagliato il bambino nella fase del passo (in Canada, per esempio, è proibito)
f.    evitare il box, che costringe il bambino, incuriosito dal mondo esterno, a sollevarsi sulla punta dei piedi , assumendo un  atteggiamento scorretto che gli farà saltare il gattonamento

g.    Educate i Vostri figli ad un alimentazione sana, con frutta, verdura, pasta, scoraggiando l’assunzione di merendine e fritti
h.    Lasciate che vostro figlio esplori il suo mondo sin dai primi gattonamenti e si metta alla prova
i.    DATE IL BUON ESEMPIO: non fumate almeno in loro presenza (ricordate i danni del fumo passivo e soprattutto che in tal modo rischiate di  ‘educarli’ ad una condotta che potrebbe portarli, da adulti, verso il … cancro del polmone o delle prime vie aeree !), assumete alcolici con moderazione, seguite una alimentazione equilibrata (la sana
dieta mediterranea), limitando al massimo burro e grassi animali, fate spesso delle passeggiate in loro compagnia.

QUALI CONSIGLI PER LA SCUOLA E LO STUDIO?

Consigli PER FACILITARE LA RICEZIONE DELLO STIMOLO VISIVO
a.   far usare  un LEGGIO   per leggere e farlo adoperare per studiare (comunque posizionare il libro tenendo conto dell'inclinazione con cui spontaneamente il bambino/ragazzo mette un foglio durante la lettura in piedi): per comprenderne l'utilità basta pensare che spontaneamente chiunque di noi istintivamente è portato ad inclinare il
piano di lettura per porlo in condizioni di parallelismo con la retina. Se lo poniamo orizzontale costringiamo il 'lettore' a ricercare  lo stesso rapporto inducendo contratture del collo che interferiscono anche con la muscolatura extraoculare e quindi indirettamente anche con la funzione oculare.
b.  insegnare al bambino a scrivere guardando la punta della penna con entrambi gli occhi: in caso contrario costringe  il sistema che si occupa dell'interpretazione dello stimolo visivo (oltre l'80% del SNC!!!) a 'rimaneggiare' (soppressione e neutralizzazione in termini oculistici) che senz'altro costituiscono occasione di stress
c. A SCUOLA:
- la lavagna deve essere ben illuminata e parallela al piano frontale del bambino (assolutamente da evitare la disposizione dei banchi a ferro di cavallo che provoca lesioni della muscolatura oculare, alterazione della stereopsi e quindi problemi di apprendimento!)
- i banchi NON devono essere posizionati a ferro di cavallo per rischio di problemi visivi (astigmatismo e altri) per i bambini dei bracci laterali.

-    lo zainetto deve essere indossato correttamente
-    la scrivania dove il bambino fa i compiti deve essere ben ordinata e ben illuminata, evitando ombre sul piano di scrittura/lettura
-    favorire l'apprendimento uditivo e quindi se, per esempio, il bambino/ragazzo deve studiare storia farla registare e farla poi ascoltare
-    il rapporto seduta-tavolo deve essere tale da non costringere il bambino ad inclinarsi in avanti.