MEDICINA MANUALE O OSTEOPATIA OPPURE CHIROPRATICA ? UNA SCELTA FACILE.

S. Alzeni, G. Asero, M. Cappugi (docenti A.I.R.A.S)

La Medicina Manuale è una Disciplina Medica, i cui obiettivi sono la diagnosi, il trattamento e la prevenzione del DOLORE dovuto ai cosiddetti disturbi funzionali reversibili dell’apparato locomotore.
La tappa diagnostica comprende l’esecuzione obbligatoria di due diagnosi:
    • una diagnosi medica convenzionale, a fine eziologico, che include anamnesi, esami clinici e paraclinici (biologici,          radiografi ci, RMN, ecc.):
    • una diagnosi palpatoria specifica, esclusivamente manuale, a fine topografico.
La tappa terapeutica include:
    • trattamenti medici convenzionali, quali farmaci, infiltrazioni, ecc.:
    • trattamenti manuali specifici, quali il trattamento dei tessuti molli, le manipolazioni vertebrali propriamente dette, ecc.
La prevenzione delle recidive è strettamente dipendente dalle conclusioni diagnostiche.

Le manipolazioni sono manovre ortopediche precise, mobilizzazioni al limite estremo del movimento passivo di un’articolazione. Sono state proposte ed utilizzate in campo terapeutico dalla seconda metà dell’Ottocento, dalle scuole osteopatiche e chiropratiche americane e diffuse anche in Europa, spesso in maniera non codificata e su basi e per scopi talvolta fantasiosi, ma anche in grado di stimolare l’attenzione dei medici per i risultati positivi ottenibili.
 L’Osteopatia (22 giugno 1874) e la  Chiropratica (18 settembre 1895)  hanno una forte base filosofica e si fondano su tre pilastri:
•    Naturalismo : convinzione che le malattie sono dovute alla riduzione delle resistenze del corpo
•    Vitalismo : convinzione della capacità intrinseca del corpo di guarire da sé
•    Olismo: attenzione rivolta alla globalità del paziente, integrazione di corpo, mente, spirito
Per l’Osteopatia il corpo umano è considerato una macchina perfetta, costituita da un’impalcatura muscolo-scheletrica, da un sistema idraulico (rappresentato dal sistema vascolare) e da una rete elettrica (riconducibile al sistema nervoso) “Dio ha creato l’uomo, creatura perfetta che non può essere lasciata senza difese naturali;si ammala perché si sono instaurate delle disfunzioni che spesso non  hanno alcun rapporto apparente con la malattia, ma che diminuiscono le resistenze dell’organismo. Se si eliminano queste disfunzioni, si permette alle facoltà di autoguarigione di esprimersi in modo efficace”.“La manipolazione del rachide migliora il flusso sanguigno e permette all’organismo di guarire da solo”
Le manipolazioni  sono praticate in tutte le direzioni o solo in quelle  nelle quali sono rimaste “bloccate” le vertebre. La diagnosi principalmente si basa su di un accurato esame palpatorio per evidenziare riduzioni di mobilità tra le vertebre, asimmetria delle apofisi trasverse, ed alterazioni dei tessuti molli.
Per la Chiropratica non esistono malattie vere e proprie ma il mal funzionamento di un organo è causato da una sub-lussazione vertebrale, cioè deviazioni dei segmenti vertebrali dalla loro normale giustapposizione, piccoli spostamenti di una vertebra rispetto ad un ipotetico allineamento matematico del corpo (“rapporto ottimale”). Essa  ostacola la corretta trasmissione dell’impulso nervoso ed influenza negativamente la funzionalità degli organi. L’eliminazione manuale delle sublussazioni vertebrali consente al sistema nervoso di riprendere a  funzionare senza ostacoli permettendo alle forze autocurative dell’organismo di ristabilire un perfetto equilibrio. La diagnosi di sub-lussazione viene posta manualmente ma anche radiograficamente, individuando le sub-lussazioni tramite la misurazione con particolari metodiche degli angoli tra i vari segmenti vertebrali per dimostrare l’esistenza di un alterato allineamento delle vertebre rispetto ad un ipotetico allineamento matematico del corpo.

Dobbiamo al Prof. Maigne ed ai Suoi allievi dell’Hôtel-Dieu di Parigi, l’utilizzazione finalmente scientifica delle manovre manipolative per scopi antalgici, dopo una lunga disamina clinica e sperimentale dei meccanismi che regolano la genesi del dolore di origine vertebrale.

Tra i molti contributi fisiopatologici, diagnostici e clinici apportati dalla scuola del prof. Maigne, la “Regola del non dolore e del movimento contrario è, da noi allievi, considerata la Regola d’Oro per ottenere il massimo risultato possibile dalla terapia manipolativa nei dolori di origine vertebrale. Si tratta di un contributo originale basato sul concetto che, per liberare in modo meccanico e riflesso il nervo spinale dalla compressione determinata dalla contrattura antalgica della muscolatura intervertebrale omolaterale, si debba indurre un potente riflesso inibitore della contrattura stessa mediante l’attivazione massiva dei recettori periarticolari controlaterali che scaturisce dalla manipolazione vertebrale.
Il movimento breve e forzato dell’impulso manipolativo determina una scarica afferente ad alta frequenza che sarebbe
in grado di riprogrammare i centri midollari dei riflessi miotatici (non controllabili dalla volontà del paziente per l’esiguità dalle vie extrapiramidali) che regolano il tono della muscolatura inter- e para- vertebrale. Questa teoria, suffragata dalle osservazioni cliniche, ha delle applicazioni pratiche codificate in base alle risultanze dell’esame vertebrale statico e dinamico e dell’esame segmentario di Maigne: semeiotica manuale semplice, precisa, inequivocabile e perfettamente ripetibile (quindi non operatore-dipendente), che permette di evidenziare la Disfunzione Dolorosa Intervertebrale Meccanica (DDIM) che è la sede di origine del dolore. Queste manovre semeiologiche permettono di costruire il pratico “schema a stella”: si evidenziano così con precisione le direzioni in cui poter imprimere l’unico movimento manipolativo utile possibile. Se l’atto manipolativo è ben condotto e preciso, si assisterà alla netta riduzione del dolore e della rigidità muscolare segmentaria, ed alla riduzione delle alterazioni tissutali correlate (SCPM). Inoltre si instaura una riprogrammazione posturale del rachide che proseguirà nei trattamenti manipolativi successivi con un risultato terapeutico duraturo.
Da tutto ciò consegue che un trattamento manipolativo ben condotto non può non essere preceduto da un esame semeiologico attentamente condotto, che conferisce un’accurata diagnosi medica, consentendo d’individuare le indicazioni e le controindicazioni del gesto manipolativo da (eventualmente) somministrare da parte dello stesso
medico che pone la diagnosi.
Da qui la necessità di un insegnamento che si rivolge esclusivamente a chi può porre diagnosi e cioè al Medico,mentre corsi di Osteopatia e Chiropratica sono accessibili a tutti , certamente con maggiori possibilità di incassi, ma con tutti i rischi che ne conseguono.

Al giorno d’oggi, ed alla luce di quanto su-esposto, non è più giustificabile demandare l’esecuzione del trattamento manipolativo del dolore a personale non medico, in quanto non può porre la diagnosi imprescindibile. Oltretutto il Medico che dovesse consigliare o prescrivere trattamenti manipolativi effettuati da non medici, per giurisprudenza costante , risponde civilmente e penalmente di eventuali danni subiti dal paziente.

Inoltre la manipolazione non ha ragione di essere una monoterapia; può e deve essere invece considerata qual è: un’arma formidabile di diagnosi e terapia del dolore nelle mani di medici esperti che la integrano (con pari dignità) alle altre armi che la Medicina mette a loro disposizione.